Il Milan deve obbligatoriamente ingranare la marcia: Mihajlovic prova a scuoterlo con Cerci
Matteo Calcagni
Nove punti nelle prime sette giornate di campionato, dati alla mano, hanno garantito al Milan soltanto la mesta vetta della seconda parte della classifica: un risultato piuttosto modesto per un club che, dopo un mercato faraonico nelle cifre investite, sperava indubbiamente in qualcosa di meglio. I sette punti che separano il Milan dalla Fiorentina, primatista solitaria in campionato, non rappresentano ancora qualcosa di incolmabile, a patto che la marcia si inneschi con pronta velocità. Ecco quindi che a Torino, contro un'avversaria sempre organizzata, l'undici di Mihajlovic si giocherà molto del suo futuro.
ALTRO MILAN - Perdere anche contro i granata farebbe scivolare ulteriormente il gruppo rossonero, forse sbiadendo ancor di più i suoi già flebili sogni Champions. Servirà un Milan simile a quello del primo tempo di Udine, preciso e cattivo al punto giusto, determinato a verticalizzare e puntare verso la porta rivale. Con che modulo se la giocherà il tecnico serbo? Ad oggi sembrano in ballottaggio il 4-4-2 e il 4-3-3, con quest'ultimo che potrebbe guadagnare qualche posizione visto il probabilissimo forfait di Mario Balotelli.
CERCI LA COSTANTE - Qualsiasi sia il sistema di gioco adottato, la costante dovrebbe essere Alessio Cerci, giocatore che il Mihajlovic vuole rilanciare e che potrebbe, per caratteristiche, portare una svolta sul piano di gioco e manovra. L'ex Atletico Madrid, se rivitalizzato, velocizzerebbe la manovra rossonera e la differenzierebbe, garantendo maggiore spinta e fantasia nel settore destro del campo. Ovviamente servirà una crescita consistente del nativo di Velletri, il quale in rossonero non si è mai espresso sui sui livelli raggiunti al Torino. Chissà che il ritorno all'Olimpico non possa far scattare quella scintilla che finora è rimasta ancora sopita.


