"Non c'è un modulo che ti fa vincere o perdere". Mihajlovic non dà alibi ai suoi ma il cambiamento è nell'aria
Matteo Calcagni
"Non c'è un modulo che ti fa vincere o perdere". Questo il pensiero di Sinisa Mihajlovic, esposto e approfondito in conferenza stampa alla vigilia della sfida di Torino. Dopo due settimane in cui il tema principale è stato proprio il sistema di gioco e il ventilato passaggio da 4-3-1-2 a 4-4-2, poi diventato 4-3-3. Il tecnico serbo conferma quanto già sottolineato in passato: "Se non si va in campo con l'atteggiamento giusto non c'è modulo che tenga".
CAMBIAMENTO NELL'ARIA - L'ex allenatore blucerchiato ha poi proseguito il suo discorso, senza sbilanciarsi sull'ipotizzata modifica di assetto: "Chi ha detto che cambiamo modulo? Vediamo domani, non so se è il caso di cambiare. Abbiamo 9 giocatori, come faccio a cambiare modulo? Poi vediamo se domani lo cambio, ma faccio di testa mia e mi prendo tutte le responsabilità". Preso atto delle frasi di Mihajlovic, la probabilità che il Milan si presenti all'Olimpico con il 4-3-3 sono piuttosto alte, considerando la probabile presenza di Alessio Cerci dal primo minuto. Il nativo di Velletri potrebbe anche svolgere il ruolo di seconda punta nel 4-3-1-2, ma è evidente che le sue caratteristiche lo rendano più idoneo a giostrare sull'esterno.
NON SOLO MODULO - Le parole di Sinisa potrebbero avere uno specifico significato, non tanto legato alla tattica ma allo spirito dei suoi giocatori. Sarebbe troppo semplice nascondersi dietro l'alibi del modulo, addossando al 4-3-1-2 tutte le colpe di questo brutto inizio di stagione. La responsabilità non risiede nell'assetto, che resta comunque un aspetto importante del calcio, ma in quello che viene espresso e svolto sul terreno di gioco. Nelle prime sette partite raramente il Milan ha messo in mostra quel carattere che in tanti si auspicavano: una mancanza che ha inevitabilmente pesato sui risultati della squadra e sul rendimento in campo. Il modulo può incidere, ma è soprattutto l'atteggiamento che deve subire una netta sterzata.


