Milan, il problema è psicologico: l'ennesimo blackout penalizza oltremodo la squadra di Mihajlovic
Thomas Rolfi
Pareggio che serve più al Torino che ai rossoneri quello raccolto ieri da Montolivo e compagni sul terreno dell'Olimpico. Il Milan disputa una buona gara per 68 minuti. Poi, però, sparisce letteralmente dal campo, subisce il pareggio di Baselli e rischia addirittura di perdere la partita. Dicevamo, un match ben giocato dai rossoneri, con un 4-3-3 ordinato senza avere numerose occasioni da gol prima del vantaggio, ma concedendo poco in fase difensiva. Poi l'ennesimo blackout stagionale che è costato altri due sanguinosi punti alla banda di Mihajlovic.
PERSONALITA' E ANSIA - Dopo il gol di Bacca, in realtà, il Milan ha avuto anche due occasioni per raddoppiare, ma è bastato una minima reazione del Torino, con un calcio d'angolo conquistato in mischia, per mandare i rossoneri nel pallone. "L'unico difetto è stato quello di non giocare più. Dopo il vantaggio siamo andati in ansia, è un problema di personalità. Siamo giocatori del Milan e dobbiamo gestire meglio ed essere più furbi". Queste le parole pronunciate ieri sera da Sinisa Mihajlovic, che analizzano lucidamente la situazione e quale sia il problema principale in questo momento dei rossoneri.
PENALIZZATI OLTREMODO - Non è infatti la prima volta in questa stagione che degli improvvisi - e apparentemente inspiegabili - cali di tensione costano dei punti al Milan (Genoa e Napoli ad esempio, con un tempo regalato all'avversario in entrambe le gare). Persino nelle vittorie, i rossoneri si sono fatti rimontare sempre ed è servito almeno un'altra rete per riuscire ad avere la meglio sull'avversario. Segno inequivocabile che il Milan, anche se in vantaggio e con teoricamente la gara in discesa, fatichi a difendere il vantaggio ottenuto. La squadra di Mihajlovic deficita in modo sensibile di giocatori di personalità, manca l'uomo a cui aggrapparsi nei momenti di maggiore pressione degli avversari. Il risultato è che il Milan entra in un circolo mentale vizioso dato dalla paura di vincere. E la paura di vincere, si sa, spesso fa brutti scherzi, come ieri sera.


