Un solo obiettivo: uscire dalla crisi prima che sia troppo tardi
Furio Fedele
Il tredicesimo posto in classifica può fare e portare solo del male a questo Milan. Incapace di vincere una partita come quella di Torino anche quando, come nelle 3 precedenti (2-1 Empoli, 3-2 Palermo, 3-2 Udinese), è passato in vantaggio. Ma all’Olimpico non è bastato il gol di Bacca per regalare il secondo successo in trasferta che avrebbe cambiato, stravolto
(in positivo) la classifica rossonera rilanciando, quasi d’incanto, le ambizioni europee. Questo Milan, quindi, non sa più vincere. L’ultimo successo affonda le sue radici nell’ormai lontano 22 settembre (quinta giornata). Da quel momento si sono succedute due sconfitte e un pareggio.
INVOLUZIONE. Poca roba se si pensa che, nel frattempo, Mihajlovic ha deciso di portare degli importanti correttivi al suo Milan rivisto e rivisitato sabato scorso con il cambiamento del modulo. Ma in questo mese (scarso) di pochi risultati e di moltissimi dubbi la squadra rossonera ha perso importanti certezze. La coppia d’attacco Bacca-Luiz Adriano ha perso
consistenza dopo un avvio di campionato davvero lusinghiero. In particolar modo il brasiliano ha perso quota e gran parte della infallibilità davanti alla porta avversaria. Così come è accaduto all’Olimpico dove ci ha pensato Bacca a regalare l’illusione che la parola «crisi» potesse essere ormai archiviata. Ma la sfida in terra granata ha regalato, purtroppo,
nuove incertezze. Fra queste il disagio di Diego Lopez, irriconoscibile da due partite a questa parte, con l’aggravante che il fronte degli scontenti si sta allargando sempre di più (Honda, Mexes, Suso...).
RESET. A questo punto bisognerebbe avere il coraggio e il buon senso di resettare una situazione che sta rischiando di condurre pericolosamente il Milan e tutto il mondo che lo circonda oltre l’orlo di una crisi di nervi. Sassuolo e Chievo decideranno il destino della squadra di Mihajlovic nel breve volgere di 180'. I 6 punti sono d’obbligo con la speranza che si
ripetano domeniche come quella appena trascorsa dove le prime della classe hanno frenato vistosamente. Ma i rischi di un tracollo sono notevoli. Anche alla luce della contestazione avviata dagli Ultras sabato scorso a Torino che ha coinvolto «società, mister e giocatori». Solo ripartendo da zero, almeno a livello di emozioni e recriminazioni, si può ricostruire un
minimo di futuro per un campionato che, altrimenti, rischia di scollinare con grande anticipo nell’anonimato più umiliante.
SOLUZIONI. Approdare alla pausa natalizia restando in linea di galleggiamento ai confini dell’Europa, consentirebbe al Milan di puntare al mercato di gennaio per medicare situazioni tattiche sicuramente poco apprezzabili. Se effettivamente esiste la necessità di dover giocare con il trequartista sarebbe più giusto trovarne uno di ruolo. Le alchimie
riparatrici architettate da Mihajlovic non sembrano così apprezzabili a maggior ragione non avendo a disposizione i giocatori adatti a praticare certi schemi. Non tutto sembra perduto, quindi, a maggior ragione quando il campionato non è ancora giunto a un quarto del suo cammino. Ma è assolutamente necessario districarsi dalle secche di una classifica
inguardabile e umiliante. Anche perchè c’è la sensazione che la possibile cura potrebbe essere peggiore dello stesso...male come è già accaduto nel recente passato.


