Il Milan del dopo sosta subisce meno della metà dei gol: i tanti correttivi per la fase difensiva
Matteo Calcagni
Il Milan di Mihajlovic ha incassato tredici reti nelle prime sette giornate di campionato, con una media di 1.85 gol subiti a partita. Nelle ultime quattro giornate, pur mantenendo inviolata la porta in un'unica occasione, i rossoneri hanno preso soltanto tre reti, con una media decisamente più benaugurante di 0.75 gol incassati per incontro. Le motivazioni sono molteplici: dal cambio di modulo fino nuova coppia difensiva, passando alla crescita in termini di fiducia e personalità.
FASE DIVENSIVA - Quando si parla di fase difensiva raramente ci si riferisce alla sola retroguardia. Una buona difesa si costruisce dalla copertura degli attaccanti e dei centrocampisti: fondamentale dunque che la loro disposizione sia corretta e che copra uniformente il campo. Il 4-3-1-2 non era idoneo alle doti dei rossoneri e, oltre che scarsamente incisivo in attacco, risultava disastroso in fase di non possesso. Il passaggio al 4-3-3, oltre a migliorare la proiezione offensiva, ha garantito una maggior copertura laterale, facendo stancare meno le mezz'ali e conseguentemente i terzini.
COPPIA GIUSTA - Per oltre un mese Mihajlovic ha provato a testare più coppie difensive, dando spazio soprattutto al duo Zapata-Romagnoli. Il colombiano, bravissimo nel rincorrere l'avversario, si è però reso protagonista di numerosi errori di impostazione, fatali soprattutto contro Genoa e Napoli. Serviva maggior sicurezza anche per valorizzare le qualità di Romagnoli, difensore in ascesa ma bisognoso di una presenza "pesante" al suo fianco. Recuperare Alex è stata una scelta giusta, così come è stata un'ottima decisione aspettare Mexes nonostante l'abbaglio/malinteso al Trofeo Berlusconi. E non sottovalutiamo Donnarumma e il suo ottimo controllo di palla, essenziale per uscire velocemente dall'area e far ripartire velocemente l'azione.


