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Grazie per la dignità

autore
Luca Serafini
per Milannews.it
venerdì 6 novembre 2015, 00:00Editoriale
autore Luca Serafini
06.11.2015 00:00Editoriale
Federico De Luca
Federico De Luca

Un anno fa, sotto Natale, il Milan di Pippo Inzaghi infilava una breve striscia di buone partite e risultati positivi in campionato, togliendosi anche lo sfizio di una corroborante vittoria sul Real Madrid negli Emirati sia pure con protagonisti desueti. Quel lembo di calendario non servì né a cambiare le sorti della stagione, destinata a concludersi tristemente così come si era dipanata, né tantomeno a mutare il giudizio complessivo sulla pochezza della squadra, del suo gioco, della sua misera personalità, finendo con l’esonero annunciato dell’allenatore. In anticipo su quella tabella di marcia, i rossoneri sotto la guida di Mihajlovic hanno finalmente interrotto il sortilegio a cavallo tra ottobre e novembre, spiazzando critici e diffidenti con 10 punti in 4 partite, 3 vittorie consecutive e soprattutto 2 gare di seguito apprezzabili sul piano della sostanza, in particolare all’Olimpico dove per 90’ sono stati pressoché padroni assoluti del campo. Né troppo presto per giudicare né troppo tardi per ravvedersi. Ogni spazio di tempo val bene un’analisi, fino a prova contraria.

Chi è dotato di fede, fiducia e ottimismo a oltranza, incrollabile sino all’integralismo dottrinale tematico, non ha perso occasione per scagliarsi contro i diversamente evoluti. Rinfacciare gli uni agli altri è un triste esercizio cui i tifosi milanisti sono stati avviati in questi ultimi anni maldestramente gestiti e ancor più sciaguratamente manipolati dalla comunicazione domestica. O addomesticata. Le capacità di giudizio dei miopi sono vulnerabili, basta un lampo, un acuto, un raggio di sole. In effetti 3 vittorie consecutive e 2 spettacoli più che decorosi vanno pesati per quello che sono, lasciando spazio a un respiro e a un minimo di speranza perché è giusto che sia così, specie nello sport. Dopo 7 partite indecenti esclusi i primi tempi contro Inter e Udinese, dopo figure al limite del decoro come contro Fiorentina, Genoa, Napoli e Torino, il minimo indispensabile era rialzare la testa con dignità. Questo è quello che è accaduto e merita un grazie. Da qui a rivedere tutto quanto è stato fatto (e quanto non è stato invece nemmeno sfiorato) in questi anni di campagne acquisti inconcepibili e nei primi 2 mesi di stagione, ce ne passa.

Queste 3 vittorie consecutive, ma in particolare quella sulla Lazio, devono assolutamente costituire il punto di partenza. Devono essere la svolta concreta dando un seguito corposo alla sensazione di una squadra in cui finalmente gli uomini giusti, in condizione fisica ideale, nel loro ruolo siano in grado di alzare il livello di espressione. Cerci nelle ultime uscite si è avvicinato al suo avo di Torino, Bertolacci somigliava molto alla promessa genoana, Romagnoli ha incarnato l’ipotesi di un solido erede di cotanti predecessori. Bonaventura problemi non ne aveva prima e adesso ne ha ancora meno nell’esaltarsi. Bacca innaffiato e servito germoglia e fiorisce, Mexes starebbe davanti un bel pezzo ai suoi scadenti concorrenti se decidesse finalmente di lasciare negli spogliatoi o in panchina l’embolo ramingo che talvolta gli offusca i neuroni.

E Mihajlovic, infine. Gli uomini fanno i moduli, non viceversa. I calciatori fanno la tattica, determinano l’atteggiamento, secondo le loro caratteristiche, secondo – appunto – la loro condizione. L’allenatore deve solo accorgersene. E scegliere di conseguenza. A furia di impastare acqua e farina Sinisa in 8 giorni ha cavato dal forno un pane buono. Si ficchi in testa la ricetta. Non la molli più. Per il momento grazie per aver ridato in una settimana dignità a una tifoseria allo stremo, tanto provata dallo scagliarsi uno contro l’altro per rinfacciarsi tra beati angelici e demoni. Offuscati anche loro talvolta dall’embolo ramingo dell’amore per questi colori.     

per Milannews.it

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