Sprazzi di Niang. Il francese punta ad essere la mina vagante dell'attacco rossonero
Pietro Mazzara
Nel mezzo di una prova di squadra per nulla convincente, ci sono state alcune prestazioni dei singoli che possono certamente far sorridere Sinisa Mihajlovic. Tra queste c’è stata quella di Mbaye Niang, che rientrava in campo dopo quasi quattro mesi di stop forzato a causa della rottura del piede. Il francese, schierato al posto di Bonaventura come esterno sinistro, ha spinto tanto e messo in seria difficoltà Raimondi, il quale non è mai riuscito a prendergli le misure tanto è vero che le azioni più pericolose costruire dal Milan sono arrivate dalla sua fascia di competenza.
ARMA IN PIU’ – Il Niang visto finché il fiato lo ha sorretto è certamente un giocatore nuovo rispetto a quello che avevamo visto nelle sue prime annate milaniste. Più sicuro nei suoi mezzi e più incisivo anche nella scelta delle giocate, alcune delle quali anche di buonissima fattura sotto il punto di vista estetico. Prendere il posto di Bonaventura, senza aver mai messo piede in campo, non era facile, ma lui ci è riuscito ed ha dimostrato che con una forma migliore, può essere un’arma in più a disposizione di Sinisa Mihajlovic, sia che si tratti di 4-3-3 o, eventualmente, di 4-4-2.
TEMPO – In queste due settimane di sosta, Niang avrà il compito di crescere ulteriormente dal punto di vista fisico anche perché il 21 novembre, alla ripresa del campionato, c’è la trasferta di Torino contro la Juventus alla quale il Milan si vorrà presentare nelle migliori condizioni possibili, sia dal punto di vista fisico che tecnico. E Mbaye, che può giocare senza problemi anche sulla fascia destra, punta a mettere in difficoltà Mihajlovic.


