Luiz Adriano, da titolare ad arma dalla panchina: palle inattive e più cross per sfruttarne al meglio l'ottimo stacco aereo
Simone Nobilini
Da partner ideale di Carlos Bacca ad arma in più dalla panchina. La diversa rotta sulla quale è stato indirizzato Luiz Adriano va necessariamente di pari passo con la scelta di Sinisa Mihajlovic di affidarsi ad un nuovo modulo, il 4-3-3, inevitabilmente predisposto alla presenza di una sola prima punta sul terreno di gioco accompagnata da due esterni. Una soluzione che ha dato buoni frutti alla squadra rossonera, in grado comunque di beneficiare a gara in corso, nonostante l'esclusione iniziale, della pericolosità portata dall'attaccante brasiliano ex Shakhtar.
Gioco aereo - Una delle qualità principali evidenziate da Luiz Adriano è senza dubbio la grande abilità nel gioco aereo, qualità che ha portato alla squadra di Mihajlovic 6 punti (grazie ai gol decisivi realizzati di testa contro Empoli e Sassuolo) e che ha permesso al Milan di rendersi ancor più insidioso nelle situazioni da palla inattiva. Anche contro l'Atalanta, infatti, il brasiliano è andato ancora vicino al gol, con un colpo di testa respinto sulla linea di porta dalla difesa avversaria sugli sviluppi di un corner battuto da Cerci. Capacità da sfruttare al meglio, chiamando mezz'ali e terzini a tentare più cross all'interno dell'area di rigore per sfruttare lo stacco dell'ex Shakhtar.
Boa offensiva e sacrificio - Dopo la brutta gara di Torino, nella quale venne schierato titolare da Mihajlovic e deluse parecchio le aspettative del tecnico serbo, Luiz Adriano è apparso in crescita nei piccoli sprazzi di partita concessigli. Il suo ingresso a gara in corso, da valutare ovviamente in base al risultato, potrebbe rivelarsi importante anche dal punto di vista della difesa del pallone, in modo da consentire alla squadra di salire e di essere aiutata grazie al lavoro di boa offensiva che spesso il numero 9 rossonero ha mostrato di saper interpretare. Non scordando la buona propensione al sacrificio, rientrando più volte nella metà campo difensiva per provare ad interrompere con buona fisicità il possesso o tentando di disturbare il portatore di palla avversario.


