De Jong e la conclamata esclusione: l'olandese lontano dal campo da un mese e mezzo
Matteo Calcagni
Al termine della scorsa stagione, quando si disegnava il Milan post-Inzaghi, in pochi immaginavano che Nigel de Jong sarebbe rimasto in rossonero. L'olandese sembrava intenzionato a tentare esperienze estere, facilitato anche da un contratto in scadenza da lì a poche settimane. Il club rossonero ha però deciso di confermarlo, trovando un accordo per un rinnovo pluriennale ed ergendolo nuovamente a pilastro della propria mediana.
DA DE JONG A MONTOLIVO - Sinisa Mihajlovic ha subito puntato forte sul centrocampista orange, schierandolo continuativamente nelle varie amichevoli disputate. De Jong è partito nella formazione tipo rossonera, mentre Montolivo appariva ancora lontano dalla miglior forma e condizione. Le carte però si sono presto sparigliate: l'olandese ha giocato una brutta partita al Franchi e non ha certamente brillato con l'Empoli, costringendo il tecnico serbo a correre ai ripari. Da lì è stato il turno di Montolivo, tornato titolare dopo la prima sosta e mai più tornato in panchina. Destino diverso per de Jong, ormai lontano dal campo da quasi un mese e mezzo.
ESCLUSIONE NETTA - Il Milan di Mihajlovic ha ritrovato certezze proprio grazie a Montolivo nel ruolo di regista, sia in termini di gestione del pallone sia per un discorso di solidità difensiva. Motivo che ha di fatto portato alla ormai conclamata esclusione di de Jong, provato senza grosso successo anche nel ruolo di mezz'ala. Le cose potrebbero cambiare quando, e se, l'allenatore serbo decidesse di passare al 4-4-2, ma fino a quel momento l'ex Manchester City difficilmente tornerà titolare. Nel calcio tutto può mutare rapidamente, come testimoniano i vari Cerci, Alex e Mexes, ma proseguendo in questa maniera il giocatore potrebbe anche pensare di cambiare aria. A gennaio il Milan dovrà inevitabilmente acquistare un nuovo centrocampista e, sotto questo punto di vista, l'eventuale partenza di de Jong andrebbe a liberare un posto importante.


