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Gazzetta - Ibra: “Il Milan è il club più grande in cui abbia giocato. Fosse per me non sarei mai andato via, in estate c’è stata un’offerta concreta dei rossoneri ma…”

autore
Enrico Ferrazzi
per Milannews.it
martedì 10 novembre 2015, 07:58Primo Piano
autore Enrico Ferrazzi
10.11.2015 07:58Primo Piano
Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport

Per tutta l’estate è stato il grande sogno di mercato dei tifosi milanisti, ma alla fine Zlatan Ibrahimovic ha deciso di restare al Psg. Ai microfoni della Gazzetta dello Sport, è lo stesso attaccante svedese ad ammettere che nei mesi scorsi c’è stata la possibilità di tornare a vestire la maglia rossonera: “L’estate scorsa c’è stata un’offerta concreta del Milan. Se io avessi detto sì, avremmo fatto l’affare. Ma non siamo mai arrivati fino a quel punto, non era quello che volevo. Però ero grato al Milan (sorride quando parla dei rossoneri, ndr). Per me è il club più grande in cui abbia mai giocato. E io ho giocato in tanti club importanti. Ma il Milan non ha paragoni: come lavorano, l’organizzazione... E poi che squadra fantastica avevamo”.

ADDIO AL MILAN - Ibra è poi tornato a parlare del suo addio al Milan dell’estate 2012: “Se mi manca Milano? San Siro, la città, la gente, la lingua: ho ricordi bellissimi. L’ho sempre detto: l’Italia è la mia seconda casa. Mi sono trovato molto bene lì. E fosse stato per me non avrei lasciato il Milan. Di chi fu la colpa allora della mia partenza? È un capitolo chiuso: è andata come è andata. Ora ho altri obiettivi, nel calcio e nella vita”.

SECONDA CASA - Lo svedese ha infine raccontato cosa rappresenta per lui l’Italia e il calcio italiano: “Come ho detto, è la mia seconda casa. È il posto dove sono diventato famoso, con la Juventus. All’Ajax non ero ancora una stella internazionale. In bianconero è cambiato tutto: il mondo ha aperto gli occhi e mi ha visto. A parte l’anno al Barcellona, ho giocato e vissuto in Italia dal 2004 al 2012. Ho vinto il campionato con i tre club più grandi, Juventus, Inter, Milan. Sono diventato capocannoniere, sono stato scelto come miglior giocatore. Per me quello resta il campionato migliore del mondo. E anche il più difficile per un attaccante, perché si pensa prima a non prendere gol, che a farli. In ogni caso il vostro Paese resterà nel mio cuore”.

per Milannews.it

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