Gazzetta - Il Milan non gioca, non tira e non reagisce: ci sono debolezze strutturali
Antonio Vitiello
Tra i due allenatori ne esce con meno rughe lo juventino, secondo tradizione: mai è stato battuto da Mihajlovic e stavolta per riuscirci gli vengono anche in soccorso due infortuni, quello di Evra e Hernanes che gli con sentono di cambiare assetto nel secondo tempo (da 4312 a 352) e di trovare in Alex Sandro un concreto traghettatore di palloni a sinistra. Il Milan invece conferma le debolezze strutturali e di comporta mento. Veniva da cinque risultati utili, ma ha perso con Fiorentina, Inter e Napoli prima di ieri: per aspirare alla Champions bisogna almeno somigliare a chi sta davanti, scrive La Gazzetta dello Sport. I rossoneri invece mostrano una sola fase, quella difensiva in cui Romagnoli e Donnarumma raccolgono la figura migliore. Anche se una rivale lenta e poco fluida non supera le quattro chance nette, il Milan tira due volte e ha troppi attori ai margini, Cerci per primo.
IL MODULO - Il 433 di Mihajlovic non offre varianti, se non la mossa della disperazione con Luiz Adriano e Honda dentro dopo lo svantaggio, per un 4231 che oscilla in 424. Però il Milan non ha una reazione degna, come prima sembra rifiutarsi di giocare. Troppi errori in uscita, qual che apertura per Cerci, quindi la scena si interrompe subito; alcuni dialoghi sul centro sinistra con Bonaventura e Bacca dal piede gentile. Stop. Il resto è il 451 di protezione, nel quale gli interni talvolta stanno più alti delle punte tornanti, per iniziare il pressing.


