Mihajlovic non ha più alibi: adesso deve calare il poker
Furio Fedele
Non poteva esserci un “13” peggiore sulla schedina di Sinisa Mihajlovic. La sconfitta allo Stadium ha confermato che il suo Milan è molto lontano. Da tutto. Lontano 10 punti dall’Inter prima della classe; lontano 8 punti dalla sospirata zona Champions League; lontano da un gioco piacevole e redditizio; lontano da un’idea di squadra dove ancora adesso la Babilonia di moduli e schemi è assoluta e sconcertante. Intanto più che mai assordante, inquietante e, soprattutto, preoccupante è diventato il silenzio del presidente Silvio Berlusconi che, per la prima volta da quando guida il club, appare sconcertato, sconfortato e, peggio ancora, inerme. Anche perchè ad aggravare una ferita così lacerante contribuiscono i 150 milioni di euro investiti negli ultimi due anni.
Per tentare di restare agganciati al convoglio che conduce alla Champions League 2016-2017 bisogna ottenere risultati importanti, concreti e continui. A partire dalle prossime 4 partite (Sampdoria, Hellas a San Siro; Carpi e Frosinone fuori casa) dove Mihajlovic ha un solo risultato a disposizione: la vittoria che, finora, ha ottenuto in serie solo quando ha saputo battere Sassuolo, Chievo e Lazio. Dopo il recente vittorioso trittico, il Milan pareva uscito dall’anonimato e dalle secche dell’ennesimo deludente campionato, ma Atalanta (0-0 a San Siro) e Juventus (0-1) hanno ributtato i rossoneri lontano da qualsiasi ambizione. Contro Bologna (6 gennaio) e Roma (4 giorni dopo all’Olimpico) i rossoneri concluderanno un girone d’andata che si è dimostrato più che sofferto e contraddittorio.
È bene non dimenticare, fra l’altro, che fra una settimana si celebra un’altra partita importante, un’altra sfida da non perdere anche perchè la Coppa Italia non prevede prove d’appello. A San Siro transita il Crotone, in piena corsa per la promozione in Serie A, e, ovviamente, questa gara non può essere affrontata solo con i crisimi della semplice formalità. Anche perchè il Milan di Mihajlovic ha esaurito il credito un po’ su tutti i fronti. Presidente e tifosi, il cuore pulsante del club rossonero, sono esausti e delusi. Passione ed entusiasmo si sono visibilmente affievoliti. A maggior ragione prendendo atto che questo Milan è forte con i deboli (o presunti tali...) avendo collezionato 17 dei 20 punti finora incassati contro le medio-piccole e solo 3 (3-1 all’Olimpico contro la Lazio) quando si è trattato di far vedere i muscoli a un pari peso. Il bilancio, fra l’altro, segnala ben 8 i gol subiti e zero a favore. Dove, tanto per non cambiare, al primo kappaò il Milan non si mai più rialzato, non ha mai più reagito contro Fiorentina, Inter, Napoli e Juventus.
Trascorrere un natale vicino ai confini della zona Champions League consentirebbe anche di sperare in un mercato invernale dove si potrebbe rinforzare la squadra (Witsel) anche progettando quella futura, quella che dovrebbe riassaporare il gusto del grande palcoscenico internazionale. Puntare su Mihajlovic è doveroso, anche se solo per un valido motivo, come filtra da Casa Milan: il bilancio, già impoverito dalla mancanza degli introiti della Champions, non potrebbe sopportare un quarto allenatore a libro-paga.


