Milan, le riserve deludono. Solito "trauma" da Coppa Italia: restano tanti interrogativi
Antonio Vitiello
I proclami della vigilia ormai lasciano il tempo che trovano. Il Milan che ha sbandierato ai quattro venti l'importanza della Coppa Italia, esce da San Siro tra i fischi e con uno stadio che si è svuotato all'inizio dei supplementari. La serata negativa la si poteva intuire già a poche ore dall'inizio della gara, quando le probabili formazioni annunciavano undici panchinari e nemmeno un titolare dell'utlima vittoria contro la Samp (tranne Adriano entrato solo nel finale con i blucerchiati). Il tema della partita era facilmente intuibile, il Milan infatti si è trovato contro un Crotone ben organizzato che ha fatto sfigurare, e non poco, i rossoneri. Addirittura i ragazzi di Juric hanno rischiato di vincerla e hanno portato la formazione di Mihajlovic ai supplemetari.
Due i temi che escono da questa gara: Mihajlovic dice di voler vincere la coppa poi schiera tutte riserve, segnale che non c'è molta fiducia nella competizione. I gicoatori stessi dovevano dare molto di più, avendo una chance importante di mettersi in mostra, d'altronde era quello che chiedeva il tecnico ai propri ragazzi, di impegnarsi di più e dare tutto, invece per risolverla è servito il solito colpo di genio di Giacomo Bonaventura, punizione perfetta dal limite dell'area che ha regalato il successo ai rossoneri, in una partita di grandissima sofferenza.
Restano poche note positive da questa gara, i gol di Adriano, Ning e Jack, oltre al passaggio del turno. Ma pochissime riserve hanno dato la sensazione di poter essere da Milan, ed è anche per questo motivo che Mihajlovic durante la stagione è costretto a schierare sempre gli stessi uomini, non potendosi fidare di un gruppo che lascia molto a desiderare.
La serata di grande freddo si è conclusa con il gelo tra la tifoseria milanista e i propri giocatori, al contrario del calore che il pubblico calabrese ha regalato alla squadra di Juric. E' vero che il Milan alla fine ha vinto ma ha rischito più volte di perderla, e la figuraccia resta scolpita nella mente di chi ha assistito ad uno spettacolo orrendo.


