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Sempre i soliti errori e le solite discussioni. Milan, la pazienza è quasi finita

autore
Pietro Mazzara
per Milannews.it
lunedì 7 dicembre 2015, 12:06Primo Piano
autore Pietro Mazzara
07.12.2015 12:06Primo Piano
STEFANO PORTA/PHOTOVIEWS
STEFANO PORTA/PHOTOVIEWS

“E’ mancata la cattiveria”. Anche ieri sera, nel post partita di Carpi-Milan, dalla bocca di Sinisa Mihajlovic è uscita questa lapidaria considerazione in riferimento alla sua squadra. Un brutto colpo, per un condottiero come lui, ammettere l’assenza di “garra” da parte dei suoi giocatori il che sta delineando, giornata dopo giornata, mese dopo mese, campionato dopo campionato, un grave deficit di personalità da parte di chi scende in campo con la maglia del Milan sulle spalle. Contro un Carpi si rinvigorito dal ritorno di Castori in panchina, ma tecnicamente inferiore ai rossoneri in ogni singolo reparto, non può andare in scena uno spettacolo indecoroso come quello messo in mostra al Braglia, con errori tecnici elementari e basilari che aumentano i dubbi e le angosce attorno ad una squadra che si ritrova, ad un anno di distanza, con i medesimi punti di quella di Inzaghi.

APPROCCIO SBAGLIATO – Il problema principale del Milan sta nell’approccio mentale che la squadra, in generale, ha a determinate partite. Mihajlovic può prepararle al meglio sotto tutti i punti di vista, ma se poi i giocatori entrano in campo molli mentalmente, con un principio di superiorità e supponenza che non si possono più permettere, allora ecco che rappresentazioni come quelle di ieri con il Carpi o con il Crotone, sono inevitabili. Il Milan, ad oggi, non incute più quel timore reverenziale che in passato ti permetteva di avere una posizione psicologica di vantaggio nei confronti degli avversari di medio-bassa caratura. Oggi chiunque affronta il Milan con la consapevolezza di potersela giocare, di poter fare risultato perché sono consci del fatto che i punti deboli dei rossoneri sono noti ed evidenti a tutti.

SPACCATURA – Diventa così inevitabile che si crei uno spaccato con la tifoseria, dagli ultras ai moderati fino ai tastieristi internauti, perché quando contro una neo promossa ci metti 75 minuti a creare la prima palla gol vera e nitida della partita, vuol dire che c’è qualcosa o più di qualcosa che non va. Domenica pomeriggio a San Siro, contro il derelitto Verona, una non vittoria potrebbe essere deleteria. Il campionato del Milan è finito a dicembre? Probabilmente si, perché le proiezioni per la Champions League si sono fatte più difficili da rispettare e sarà cosa buona e giusta non parlare più di obiettivi, ma solo delle prossime partite. Anche perché la pazienza dell’ambiente è pressoché arrivata alla fine.

per Milannews.it

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