Voleva ritirarsi, giocava in mediana e altre curiosità che forse non sapevi su Nico Gonzalez
TMWUltimo Mondiale con l'Argentina giocato da protagonista e rinnovo - soltanto fino a qualche settimana fa impronosticabile - con la Juventus, Nico González si è ripreso tutto. Con gli interessi. È infatti ufficiale il prolungamento coi bianconeri del suo contratto fino al 30 giugno 2030, a conferma della volontà della Vecchia Signora di puntare sull’attaccante argentino anche per le prossime stagioni. Ma dietro alla nuova vita del talento ex Fiorentina e Atletico Madrid c’è una storia fatta di difficoltà, rinascite e momenti che avrebbero potuto cambiare drasticamente il suo percorso. Dagli inizi nelle giovanili dell’Argentinos Juniors al rapporto con mister Heinze, ecco cinque curiosità che aiutano a conoscere meglio il classe '98.
Da adolescente aveva pensato di smettere con il calcio
Oggi è un nazionale argentino e ha appena rinnovato con la Juventus, ma la sua carriera non è sempre stata in discesa. Quando giocava nelle giovanili dell’Argentinos Juniors, Nico González aveva persino pensato di abbandonare il calcio: non giocava con continuità e sentiva di non avere un fisico adeguato per competere. "Ho pensato di lasciare il calcio in nona o ottava divisione. Non mi sentivo all’altezza fisicamente, non mi facevano giocare e questo mi deprimeva", ha raccontato ormai diversi anni fa a Tyc Sports. A spingerlo a resistere furono la passione e la perseveranza. Una scelta che, col senno di poi, gli ha cambiato la vita.
L'ex Roma Heinze gli ha cambiato ruolo, trasformandone la carriera
La svolta arrivò con Gabriel Heinze, allenatore dell’Argentinos Juniors nella stagione 2016-2017. Fino a quel momento Nico González era stato impiegato soprattutto come centrocampista di sinistra, con qualche esperienza persino da terzino. Heinze intuì invece che avrebbe potuto rendere molto di più vicino alla porta e cominciò a utilizzarlo da esterno offensivo, trequartista e persino centravanti. La trasformazione fu decisiva: Nico diventò uno dei protagonisti della promozione dell’Argentinos Juniors in Primera División e attirò l’attenzione di numerosi club europei, trasferendosi allo Stoccarda nel 2018. Da quel momento, la duttilità tattica sarebbe diventata una delle sue caratteristiche più preziose: una qualità che gli avrebbe permesso di trovare spazio anche nella Selección argentina.
Campione con l'Albiceleste e retrocesso con lo Stoccarda
Il primo grande successo internazionale di Nico González arrivò nel 2019, quando conquistò la medaglia d’oro con l’Argentina ai Giochi Panamericani di Lima. In quell’occasione indossò anche la maglia numero 10. Era una tappa importante in un percorso che, fino a quel momento, aveva alternato soddisfazioni e delusioni. Nello stesso periodo, infatti, lo Stoccarda era retrocesso in seconda divisione tedesca. La risposta del giocatore arrivò sul campo: Nico contribuì alla successiva promozione in Bundesliga, confermando le qualità che avevano convinto Lionel Scaloni a seguirlo da vicino. Nel 2019 arrivò anche il debutto con la nazionale maggiore, in un’amichevole vinta 6-1 contro l’Ecuador.
Il Mondiale vinto dall’Argentina è stato uno dei suoi rimpianti più grandi
Nico González avrebbe dovuto essere uno dei protagonisti dell’Argentina già al Mondiale in Qatar del 2022. Invece, a poche settimane dall’inizio della competizione, un problema muscolare lo costrinse a rinunciare alla convocazione. Il ct Lionel Scaloni decise quindi di escluderlo dalla lista definitiva dei convocati. Una delusione enorme, resa ancora più amara dalla vittoria finale dell’Albiceleste. Nico González non poté sollevare la Coppa del Mondo in campo, ma rimase comunque vicino ai compagni e partecipò ai festeggiamenti in Qatar.
Il ruolo di collante nello spogliatoio
Il suo profilo pubblico è relativamente discreto e riservato, ma Nico González ha raccontato di essere una persona molto diversa quando si trova in gruppo. Nel documentario "Camino a Qatar", incentrato proprio sul trionfo dell'Argentina in Qatar, lui stesso si è descritto come uno che cerca sempre di strappare un sorriso ai compagni, scherzando e vivendo ogni momento con grande intensità. Non è soltanto una questione di simpatia, nell’ambiente della Selección è apprezzato infatti anche per il contributo costante alla coesione del gruppo, un aspetto che si aggiunge alla sua duttilità e qualità sul terreno di gioco.
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