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Il Milan e il passo del gambero: appena migliora, torna indietro. Col Carpi buttati via due punti. Jack unica delizia di una squadra che deve recuperare il rapporto con i suoi tifosi

autore
Pietro Mazzara
per Milannews.it
lunedì 7 dicembre 2015, 00:00Editoriale
autore Pietro Mazzara
07.12.2015 00:00Editoriale
Pietro Mazzara
Pietro Mazzara

E meno male che martedì sera, contro il Crotone, otto giocatori su undici che erano in campo ieri sera contro il Carpi avevano riposato. Un Milan a tratti sconcertante esce con un misero punticino dalla sfida contro la squadra di Castori e ha molto su cui interrogarsi nelle prossime ore, perché una prestazione così molle, senza personalità e senza ritmo ha fatto rivalutare di molto il 4-1 di settimana scorsa contro la Sampdoria. I fischi alla fine della partita, da parte di quei tifosi che si sono recati a Modena, sono più che giustificabili e capibili. Vero è che questo clima non aiuta, ma è altrettanto vero che la squadra dopo aver fatto un passo in avanti, immediatamente dopo ne fa due indietro. L’aspetto che fa più rabbia è che alla partita con il Carpi, il Milan sarebbe dovuto arrivare con la bava alla bocca, con la voglia di chiudere la pratica immediatamente. Invece, pur essendo più fresco rispetto all’avversario (che ha giocato giovedì in coppa Italia), il Milan non è riuscito ad essere cattivo in attacco e meno pauroso. Sono due punti buttati al vento, come ha detto anche Mihajlovic nel post gara, che non permettono al Milan di accorciare la classifica.

Adesso, però, continuerà la tiritera del “se c’era Sarri al Milan”? Una domanda che, nel corso delle settimane, è diventata piuttosto stucchevole sia da leggere che da fare. Sarri, a Napoli, sta facendo un grande lavoro, nonostante il capitombolo di ieri contro il Bologna, ma siamo così sicuri che al Milan avrebbe fatto lo stesso? Io penso di no, perché un conto è arrivare in una grande realtà dove hai a disposizione una rosa che, qualitativamente, è già stata costruita negli anni passati e un contro è arrivare in una situazione come quella del Milan dove c’erano macerie e fondamenta da ricostruire. Sinisa Mihajlovic ha avuto il carattere e la voglia di rimboccarsi le maniche, di ripartire secondo quelle che erano le richieste che gli sono state fatte a giugno da Berlusconi, con una squadra rimpolpata di nuovi volti e di giocatori da rigenerare. Sarri, che sta dimostrando a Napoli di essere un ottimo allenatore, probabilmente avrebbe affrontato le stesse difficoltà riscontrare dal serbo e non sono così sicuro che il Milan avrebbe avuto una classifica tanto diversa, in positivo, rispetto a quella attuale. Al contrario di quello che si può pensare, Mihajlovic ha tutta la squadra dalla sua parte ed un forte ascendente nei piani alti del potere milanista.

La rabbia di Mihajlovic, la sua grinta, il suo spirito combattivo sembra averlo incarnato, a pieno, solo Giacomo Bonaventura. Sarò ripetitivo, ma questo è un giocatore che pur nelle difficoltà sta crescendo ancora e i margini di miglioramento sono ancora tanti. Jack è il leader tecnico di questa squadra, è il giocatore al quale i compagni affidano i palloni che scottano e lui, fino ad oggi, non ha quasi mai deluso. Conte ci pensi bene prima di lasciarlo, eventualmente, a casa in vista dell’Europeo della prossima estate, perché Bonaventura – adesso – è uno dei tre giocatori italiani più forti che ci sono in circolazione e l’esterno più determinante del calcio italiano.

per Milannews.it

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