Dalla difesa all'attacco: il camaleontico eterno ritorno dei problemi del Milan continua
Simone Nobilini
In principio la difesa, ora l'attacco. Non riesce davvero a trovare stabilità il Milan di Sinisa Mihajlovic, neppure nei tanti problemi riscontrati da inizio stagione sino ad oggi: camaleontici, oseremmo dire, con eterni ritorni di difficoltà che, dopo un'apparente risoluzione, sembrano davvero non voler abbandonare la squadra rossonera, sinora incapace di colmare totalmente le proprie lacune. Una sosta a scandire il tutto, tra la dèbacle contro il Napoli ed il pari di Torino, per dati inconfutabili emersi da un mare di incertezze nel quale il Milan, sinora, non è mai riuscito a restare costantemente a galla.
CROLLO E RISALITA DIFENSIVA - L'aspetto più preoccupante relativo al Milan delle prime 7 giornate di campionato era certamente da ricondurre alla fase difensiva: 13 gol subiti in 630 minuti, porta mai mantenuta inviolata sino al match contro il Chievo (10° giornata) ed un assetto arretrato ancora da fissare, soprattutto per le vie centrali. La ricerca di un partner maggiormente affidabile per Romagnoli rispetto ai vari Ely, Zapata e Mexès è culminata con la titolarità di Alex: non a caso, dopo la seconda sosta per le Nazionali, il Milan ha subito 5 reti in 8 giornate, migliorando nettamente attenzione e concentrazione dietro e decurtando pesantemente la percentuale di reti subite dopo un pessimo avvio di stagione.
ILLUSIONE OFFENSIVA - Un discorso forse analogo, seppur in maniera inversa, può esser fatto invece per la fase offensiva. Dopo gli acquisti estivi di Bacca e Luiz Adriano, capaci sulla carta di dare finalmente maggior peso offensivo alla squadra, il dubbio generale sul rendimento rossonero sembrava riguardare prettamente la difesa. La realtà ha dimostrato, invece, che i due nuovi bomber di casa Milan necessitino di un concreto supporto del centrocampo e di palloni giocabili, date le proprie caratteristiche: e le difficoltà nella produzione offensiva della squadra di Mihajlovic, in questo senso, hanno pesato non poco. 8 reti segnate prima della seconda sosta, 11 dopo, tenendo in considerazione i 4 gol siglati nel solo match contro una Sampdoria in crollo e gli 0 gol realizzati in 3 delle ultime 4 uscite. Al buon rientro di Niang, si è contrapposto invece il blocco di Bacca, che manca all'appello con il gol da più di un mese (1-3 contro la Lazio). Differenza reti? 19 fatte, 18 subite. Dimostrazione di un equilibrio negativo generale che riguarda, sinora, solo il continuo ritorno dei problemi di una squadra ancora alla ricerca di una stabilità definitiva per lottare per un posto in Europa.


