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La qualità dei rossoneri non riesce a ribaltare gli approcci sbagliati: uno dei tanti problemi a cui porre rimedio

autore
Matteo Calcagni
per Milannews.it
lunedì 7 dicembre 2015, 22:01Primo Piano
autore Matteo Calcagni
07.12.2015 22:01Primo Piano
Daniele Mascolo/PhotoViews
Daniele Mascolo/PhotoViews

Nell'avvicinarsi alla sfida del Braglia, gara della tanto attesa ed agognata continuità, erano tanti (evidentemente a ragione) i dubbi relativi all'approccio che avrebbero espresso i rossoneri. Al netto della sfortuna, che non è di certo mancata, pesano quei primi venti/venticinque minuti del primo tempo dove il Milan ha lasciato la gara in mano al Carpi, non riuscendo nemmeno ad impensierirlo. Con un'aggressività superiore forse le cose sarebbero andate diversamente: un principo più volte espresso nel corso di questa stagione ma spesso disatteso dalla formazione rossonera.

APPROCCIO SBAGLIATO - Nonostante i mesti risultati degli ultimi campionati, il Milan non riesce ancora a rendersi conto che per vincere le partite non è sufficiente il "blasone". Quando la qualità non è eccelsa bisogna fare di necessità virtù, sacrificandosi e lottando in qualsiasi partita e contro qualsiasi avversario. Non basta limitarsi al rush finale dove, facendo sempre riferimento alla gara di Modena, i rossoneri avrebbero anche meritato il vantaggio. Eppure si continua costantemente a ripetere gli stessi concetti, segno che i tempi passano ma le considerazioni non cambiano mai.

LA LUCE NON SI ACCENDE - Si può continuare a lavorare su schemi, moduli e tattica, ma il carattere e la verve dei calciatori resterà questa. Difficile aspettarsi corpose rivoluzioni e l'ambiente, troppo abituato all'eccellenza, fatica ad immaginarsi un Milan operaio e "proletario". O si cambierà registro, e non è detto che basti questa stagione, o sarà inevitabile tornare alle "origini", ovvero a quella qualità che da anni ormai latita in casa rossonera. Partite come quella del Braglia, anche con un approccio simile, sarebbero vinte in presenza di più giocatori tecnicamente virtuosi. Il pensiero al centrocampo è automatico: Kucka e Montolivo sono sicuramente degli elementi preziosi, ma pensare che la mediana rossonera sia a posto è un'idea quantomeno rischiosa. Quella luce che si è spenta dopo l'addio di Pirlo non si è mai riaccesa del tutto, ma l'errore grave non è stato tanto lasciar partire il bresciano, ma mai cercare di sostituirlo davvero... A gennaio si proverà ad aumentare la qualità o si proseguirà a sottovalutare l'importanza del centrocampo?

per Milannews.it

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