I numeri non dicono mai bugie: questo Milan è quasi al capolinea
Furio Fedele
I numeri non dicono mai bugie. In tempi già sospetti Mihajlovic lo ricordava per testimoniare un tentativo di «ripresina» del suo Milan. Ma dopo gli 11 punti racimolati in 5 partite (pari contro Torino e Atalanta; successi contro Sassuolo, Chievo e Lazio) la squadra rossonera è nuovamente sprofondata in una crisi di risultati. Di bel gioco in questo campionato se ne è visto poco. Sicuramente sprazzi positivi si sono ammirati contro Lazio (3-1) e Samp (4-1) ma queste squadre erano già sulla soglia di una vera e propria catalessi, qualcosina si è visto anche nel derby. Ma la sconfitta giocando bene contro l’Inter è la peggiore delle beffe. Il Milan a Carpi ha toccato (si spera) il fondo. Nella conferenza-stampa post-partita Mihajlovic ha detto che il peggio deve ancora arrivare... Ma, in realtà, si riferiva alle condizioni...meteo-mediatiche che, secondo lui, stanno contaminando ormai da tempo l’aria intorno a Milanello. Del resto il suo Milan appare inattaccabile, in perfetta sintonia con i desideri del presidente Silvio Berlusconi: 7 gare (su 15) senza segnare un gol, 8 punti racimolati nelle 8 trasferte di questo campionato, l’obiettivo minimo del terzo posto ancora lì, a un passo... La media di 2 punti a partita per poter raggiungere la zona Champions League sembra decisamente a rischio.
Purtroppo la depressione (questa sì è vera e palpabile...) che è calata su Milanello sta contaminando anche i singoli giocatori. Bacca è irriconoscibile, è senza gol all’attivo da 371'. Lo stesso Bonaventura contro il Carpi non è sembrato più lui. Eppure l’avversario, penalizzato da numerosi indisponibili, non era certo irresistibile. Eppure la squadra allenata da Castori ha preso forza e coraggio proprio attingendo alle debolezze di un Milan pallido, confuso e confusionario. Doce Cerci è ripiombato in una fase «down» incredibile e imprevedibile. Inoltre i 4 fuorigioco consecutivi nel breve volgere di pochi minuti nel primo tempo e le 2 occasioni sprecate in altrettanti contropiedi che hanno visto 3 milanisti mancare l’obiettivo contro due avversari affannosamente in fase di ripiego testimoniano una situazione ormai paradossale. Ormai a questo Milan non riescono più le cose fin troppo facili...
RIMONTA. La rincorsa verso il terzo posto sta diventando, quindi, sempre più affannosa. Qualsiasi avversario può e deve fare paura. Domenica a San Siro (ore 15) si presenta l’Hellas. Sarà vietata la trasferta ai tifosi gialloblù e questo consentirà a quelli milanisti di concentrarsi sulla loro squadra. Già domenica sera a Modena c’è stato un accenno piuttosto duro di contestazione, a fine gara, dove il tentativo di saluto dei giocatori sotto la curva ospite è risultato quanto mai inopportuno.
Invettive e fischi hanno allontanato i rossoneri (in completo giallo-verde che aveva portato bene nelle uniche due trasferte vinte a Udine e a Roma contro la Lazio) che contro l’Hellas dovranno conquistare obbligatoriamente la vittoria. Che, però, i gialloblù cercano e non hanno ancora trovato fin dalla prima gionata di campionato. Si spera che la legge dei grandi numeri non si materializzi proprio in quetsa occasione, ma anche il pari avrebbe il sapore della sconfitta. Quasi all’inizio di
una settimana pre-natalizia che prevede l’ottavo di finale (in gara unica) giovedì 17 a Genova contro la Samdpria e poi l’epilogo del 2015 domenica a Frosinone. Tutte partite che possono decidere la sorte del Milan e dei suoi protagonisti. Altrimenti c’è il rischio, in caso di ulteriori passi falsi, che il mercato di gennaio diventi un «alleggerimento» del monte-ingaggi per il solito triste preambolo: un’altra stagione da dimenticare...


