Rinnovi, risultati e fiabe di Natale sotto l’albero dei tifosi rossoneri
Luca Serafini
E’ sempre difficile mettersi alla tastiera di giovedì, da molto tempo, per soddisfare il piacere di scrivere per MilanNews. Perlomeno avvertendo il dovere e la volontà di non voler in alcun modo annoiare chi dovrà leggere, quindi cercando di non essere ripetitivi nello scorticare una proprietà dispersa e una dirigenza smarrita. Non passa giorno però che alle delusioni del campo non seguano puntuali martellate mediatiche di complicata analisi e sconcertato giudizio. Non è colpa nostra se Boateng, dopo i fiaschi tedeschi e le ginocchia tremolanti (fonte “Corriere della sera”) senza voler ricordare le ultime apparizioni impalpabili in maglia rossonera, venga spacciato per un colpo di mercato. Non è colpa nostra se adesso siamo qui a sperare nel rientro di Balotelli, mai lo avremmo richiamato all’ovile, e casomai dello stesso Menez anche se non è giusto scaricare tutte le colpe addosso a Bacca soprattutto e a Luiz Adriano. Non è colpa nostra se a una bella partita e una bella vittoria seguono 2 esibizioni deprimenti come contro Crotone e Carpi, unica fastidiosa costante algebrica delle ultime stagioni. Infine non è nemmeno colpa nostra se al coro dei lamenti e degli inferociti “gnegnegne” si uniscono a turno icone doc quali Sacchi, Rivera, Maldini, Albertini, Costacurta, Boban e in termini più sfumati Ancelotti e Capello, solo per citare i più noti.
Del resto non è che la quotidianità feriale si distanzi troppo dalle miserie agonistiche festive e prefestive: tocca sentire che “i giovani sono il futuro del Milan” nello stesso giorno in cui viene dato per certo il rinnovo triennale a Montolivo, non volendo risuscitare Essien e dintorni. Abbiamo già spiegato che di per sé il prolungamento a contratti in scadenza è un atto dovuto, non un premio, specie per giocatori (come lo stesso Abate in rampa di rinnovo) che possono avere un mercato e quindi è bene non perderli a parametro zero. I parametri zero casomai è bene prenderli. E basta. Al Portello ormai c’è una scuola internazionale di parametri zero. Tocca sentire che la prima squadra è imbottita di giovani del vivaio: Antonelli – dimenticando che trattasi di cavallo di rientro –, De Sciglio, Abate, Calabria (tutti terzini, al massimo ne possono andare in campo 2). L’unica perla vera al momento è Donnarumma, purtroppo presto o tardi già insidiato da sirene straniere. Grazie per il coraggio, Mihajlovic, sia pure forzato. A Cesare quel che è di Cesare. Tocca sentire il collaudato “gnegnegne” di dicembre (“Al mercato di gennaio entra qualcuno se esce qualcuno, siamo in 28”), non sapendo quanto la gente preghi da tempo per restare immediatamente in 27... Fiabe di Natale, epoca prolifica di palle attaccate purtroppo soltanto agli alberi.
Senza farsi stordire da questi fuochi d’artificio natalizi, ai tifosi rossoneri per il momento basterebbe trovare, nella notte tra il 24 e il 25, oltre alla statuetta di Mister Bee, i 6 punti con Verona e Frosinone. Col carbone, infatti, nostro malgrado ci siamo portati avanti da 3 anni.


