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Incredibile ma vero: anche Samp e Frosinone adesso fanno paura

autore
Furio Fedele
per Milannews.it
martedì 15 dicembre 2015, 00:00Editoriale
autore Furio Fedele
15.12.2015 00:00Editoriale

Gli estimatori di Mihajlovic sono in fibrillazione. Rischiano di trascorrere un natale triste e sconsolato nel caso in cui il Milan non riesca a battere la Sampdoria (giovedì nell’ottavo di finale, gara unica, di Coppa Italia) e il Frosinone domenica al «Matusa» nell’ultima partita ufficiale di questo sciagurato 2015. Incredibile ma vero, questo Mlan deve avere paura di due avversari che, almeno sulla carta, dovrebbero essere sicuramente più deboli, forse rassegnati davanti a una super-potenza del calcio italiano ed europeo. Ma quel Milan, il club più titolato al mondo, non c’è più. In 2 anni si è disintegrato, si è «suicidato» alla luce di gestioni tecniche poco azzeccate e molto avventurose. Ribadito il concetto che, considerato come sono andate le cose, Roberto Donadoni avrebbe meritato una chance, chi impreca contro la società non può avere completamente ragione. Anche perchè il presidente Berlusconi negli ultimi 2 anni ha investito oltre 150 milioni di euro senza trarne beneficio. E molti acquisti non sono stati così scarsi come molti vorrebbero far credere...



A questo punto il tecnico serbo è sull’orlo del baratro. Già a Genova, in caso di eliminazione diretta dalla Coppa Italia, il suo destino sarebbe scontato. Probabilmente non accadrà nulla prima delle vacanze di natale anche perchè bisogna fare e rifare i conti in un bilancio sempre più tartassato. In caso di esonero, l’ingaggio di Mhajlovic si andrebbe a sommare a quelli già esistenti di Seedorf e Inzaghi. Con l’aggravante di uno staff (almeno 5-6  elementi) che andrebbero aggiunti a differenza delle gestioni di Seedorf e Inzaghi che avevano utilizzato le risorse interne alla società. Per questo motivo, a causa anche di una stagione quasi irrimediabilmente compromessa, difficilmente Casa Milan andrà a
scomodare Marcello Lippi, Francesco Guidolin e Cesare Prandelli (con relativi e costosi staff...) per traghettare ancora una volta il Milan fino al termine della terza stagione fallimentare consecutiva. Dove, quasi certamente, sarà impossibile risentire la musichetta della Champions League... La soluzione più logica? Mauro Tassotti ancora adesso a
libro-paga della società.

Un altro «flop», addirittura anticipato nel girone d’andata, avrebbe serie ripercussioni anche sul mercato invernale. C’è il rischio che, invece di investire, questo Milan possa dismettere soprattutto per far rifiatare i conti. Un’operazione resa più semplice dal fatto che tutti i rossoneri a referto potrebbero essere utilizzati nella seconda fase di Champions League ed Europa League. In caso di default, il cambio dell’allenatore servirebbe anche per «sterilizzare» Milanello e dintorni. Le fobie di Mihajlovic stanno contaminando anche i suoi giocatori. Ha fatto bene l’ad Galliani a ricordare all’attuale tecnico che qualsiasi allenatore del Milan deve confrontarsi con il presidente Berlusconi. Lo stesso Mihajlovic si sente solo, solitario, isolato. La società non è più con lui. Si sente osteggiato dai media e anche i tifosi l’hanno messo nel centro del mirino. Sta pensando, quindi, anche alle dimissioni? Difficilmente lo farebbe e non solo per una questione di orgoglio personale. Il suo contratto è ricco (circa 208.000 euro al mese garantiti fino al 30 giugno 2017) e poi deve pensare anche al suo staff. Cosa c’è da augurarsi a questo punto? Una cosa sola, la stessa di sempre: il bene del Milan.

per Milannews.it

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