Milan nella bufera: due punti contro le ultime in classifica aumentano il malumore
Simone Nobilini
Doveva essere l'occasione giusta per tornare a sorridere, per dimostrare che il pari di Carpi risultasse solo come un incidente di percorso. E invece no. L'1-1 di San Siro contro il Verona è apparso invece come l'ennesimo campanello di allarme di una stagione rossonera vissuta, sinora, su un susseguirsi di alti e bassi, tra cali inspiegabili e prestazioni deludenti che aumentano il malumore di una tifoseria ormai stanca di vedere una squadra non in grado di esprimersi al meglio e dare continuità ai risultati positivi ottenuti. Un Milan in piena bufera, dunque, capace di sprecare già due ottime occasioni per avvicinarsi ad una zona Europa non lontana ma difficilmente raggiungibile con l'eventuale mantenimento di un ruolino di marcia simile.
OCCASIONI MANCATE - Se le tre vittorie consecutive ottenute contro Sassuolo, Chievo e Lazio ed il bel poker contro la Sampdoria avevano illuso l'ambiente rossonero, a deludere le aspettative di tutti ecco i pareggi contro Carpi e Verona, ultime due squadre in classifica della nostra Serie A ed ostacoli tutt'altro che insuperabili per la squadra di Mihajlović. Un calendario favorevole mal sfruttato, frutto di prestazioni prive di un gioco convincente e di una scarsa intensità mostrata sul terreno di gioco, e qualche errore arbitrale a sfavore, capace sì di incidere fortemente sugli esiti finali dei match ma non individuabile come unica ragione di un momento davvero no. Le difficoltà rossonere nell'approccio al match e nella capacità di costruire e finalizzare occasioni da gol, infatti, restano davvero tante, rispecchiate in risultati tutt'altro che soddisfacenti e dalla grande confusione in campo.
PAZIENZA AL LIMITE - Un andamento simile non può che aver portato ormai al limite la pazienza dei tifosi, nuovamente ritrovatisi di fronte a risultati poco incoraggianti dopo le ultime, pessime annate. I tanti milioni spesi sul mercato dalla società non hanno dato i risultati sperati dopo le grandi, iniziali premesse, e la contestazione della curva nei confronti (soprattutto) di società e dirigenza (con continui cori contro Galliani intonati costantemente, partita dopo partita) nè è la più chiara dimostrazione. Il terzo posto più volte menzionato dal presidente Berlusconi come obiettivo stagionale sembra, ora come ora, irraggiungibile: ennesima, possibile illusione per una tifoseria ormai pronta a non perdonare più nulla ad un Milan che, da anni, continua a posticipare sempre più la propria rinascita.


