Un Milan pieno di attaccanti ma povero di esterni: Sinisa ne ha solo due a disposizione
Matteo Calcagni
Il dietrofront nell'operazione Jiangsu Suning-Luiz Adriano, col brasiliano rientrato più o meno mestamente a Milano, ha reso il mercato rossonero ancora più ripido (e complicato) di come era in precedenza. Il club rossonero ha visto volatilizzare altri 14 milioni, cifra essenziale per coprire il mancato riscatto di El Shaarawy e garantire una minima garanzia per le entrate. Già le entrate... Col rientro di Luiz Adriano è difficile prevedere degli innesti, soprattutto in attacco, vista l'attuale coabitazione di sei elementi, a cui si aggiungono i "centrocampisti" Bonaventura e Honda.
DUE SOLI ESTERNI - Nonostante il numero eccessivo di punte, il Milan si trova comunque in una situazione lacunosa dal punto di vista degli esterni alti. Nell'attuale 4-4-2, oltre a Bonaventura e Honda non ci sono calciatori di ruolo in grado di sostituirli: Niang e Boateng possono essere adattati, ma la sensazione è che vengano ritenuti troppo offensivi da Mihajlovic. Oltretutto, nonostante la crescita del giapponese, disporre di un altro laterale farebbe dormiri sonni più tranquilli in questa seconda parte di stagione. Qualora l'ex CSKA andasse incontro ad un nuovo calo, cosa farebbe il tecnico serbo?
LE FORZATE RISORSE INTERNE - La prospettiva di acquistare un nuovo esterno, vedi El Ghazi, era sicuramente incoraggiante, ma è evidente che oltre ai problemi economici ora siano sopraggiunti quelli numerici. Allo stesso tempo, tuttavia, il Milan rischia di ritrovarsi in una situazione simile a quella degli scorsi mesi, quando la corsia destra non aveva reali padroni (e a far parte della rosa c'erano anche Cerci e Suso). Un'alternativa potrebbe essere il cambio modulo, ma il 4-3-1-2 si è già dimostrato inattuabile per le caratteristiche degli attuali giocatori, mentre il 4-2-3-1 è un 4-4-2 mascherato che dovrebbe comunque far affidamento su qualche esterno.


