Terzo posto distante o irraggiungibile: questione di programmi
Emiliano Cuppone
Lo scialbo pareggio del Ferraris è lo specchio di questa stagione rossonera, una partenza a rilento, qualche difficoltà di troppo ad interpretare la situazione, una buona ripresa che però non è sufficiente a raggiungere l’obiettivo sperato.
Il diavolo perde un’altra ottima occasione per avvicinarsi alla vetta ed a quell’obiettivo del terzo posto che appare ancora piuttosto difficile da raggiungere. I risultati di Roma e Fiorentina dovevano essere una spinta in più per i ragazzi di Allegri, ma lo stimolo non è bastato e la prestazione contro la Samp è stata fra le peggiori di quest’ultimo periodo. Vero che le gambe non giravano a dovere, evidente che l’opaca gara rossonera è stata figlia dei 120 minuti giocati in settimana contro la Juventus, sfida quest’ultima che ha portato via fin troppe energie fisiche e, soprattutto, mentali. Vero anche che la chance era di quelle importanti, da cogliere al volo per accorciare le distanze da chi ci precede e mettere pressione, dimostrando che il diavolo è ancora vivo.
Purtroppo invece il terzo posto si allontana ancora di più, distante com’è ben 9 punti (quasi 10, presumendo che un punto al Napoli penalizzato potrebbe e dovrebbe essere scontato in secondo grado), un’infinità giudicando dal fatto che a detenerlo c’è una formazione che al momento appare più preparata della nostra.
Questa stagione è il portato della campagna acquisti estiva, concentrata negli ultimi giorni di mercato dopo le grandi cessioni di luglio, che necessariamente ha comportato una partenza ad handicap (difficile far inserire i nuovi e, soprattutto, dare una nuova fisionomia ad una squadra stravolta in poche mosse), così come della scarsa programmazione degli ultimi anni (impossibile pensare che fosse in preventivo perdere così tanti pilastri dello spogliatoio e del campo nell’arco di pochi mesi).
La zona Champions League è l’obiettivo, su questo non v’è dubbio, il diavolo ci spererà sinchè non vi sarà la matematica condanna, ma iniziano ad arrivare le prime frasi di rassegnazione (per esempio Montolivo che constata quanto sia distante e quanto possa essere complicato), anche perchè la corsa va fatta su formazioni che sembrano più pronte e, soprattutto, che hanno una decina di punti in più. Quello che sembra scontato, però, è che per raggiungerlo, o almeno per provarci con convinzione, serve un mercato all’altezza delle ambizioni, servono innesti di un certo spessore, capaci di far fare il salto di qualità e, soprattutto, che arrivino per tempo.
Digerire un’altra rivoluzione dell’ultimo minuto in gennaio, come successo in agosto, sembra impossibile, un altro mercato d’emergenza non farebbe altro che complicare nuovamente i piani di Allegri (ancora alle prese con la ricerca di un’anima per questa squadra, che sia vincente). Questo Milan ha bisogno di un programma, di stilare un piano per raggiungere quella vetta cui ambisce (a detta di molti incomprensibilmente), un passo alla volta, guardando al futuro e, soprattutto, investendo nel presente per raccogliere domani.


