Due settimane per la verità...
Matteo Calcagni
Iniziato con le migliori intenzioni, e qualche legittima aspettativa, il mercato rossonero è ancora in stand-by al giro di boa. Le trattative in entrata sembrano progredire in maniera stanca, senza che si inserisca la marcia decisiva verso la chiusura. La finestra di rafforzamento si sta tramutando in fase di indebolimento, vista la cessione di Pato al Corinthians: ok i continui infortuni, ma i quindici milioni incassati non possono sicuramente scendere in campo al posto del brasiliano. Ottima la comproprietà di Saponara, incoraggianti i forti interessamenti su altri top-young, ma l'esigenza odierna non è stata ancora soddisfatta. La rosa milanista continua ad avere enormi falle, le quali andrebbero quantomeno ridotte in queste settimane. Prima di tutto il centrocampista, poi il centravanti, sempre che si riesca a piazzare Robinho entro la fine di gennaio.
Tuttavia, ad eccezione dell'approccio per Lodi (dichiarato incedibile dal Catania), il Milan appare totalmente bloccato sul fronte mediano. Al momento le uniche piste verosimili portano il nome di Santon (il quale arriverebbe in caso di cessione di Abate), di Andreolli e di Astori, tornato di moda dopo essere stato lasciato al Cagliari nel 2011 per appena 4 milioni. Incomprensibile, invece, l'attenzione rivolta nei confronti di Destro, un attaccante che solo pochi mesi or sono poteva essere prelevato a cifre decisamente inferiori. Berlusconi ribadisce che le vere trattative sono celate, ma il tempo corre e alla chiusura delle liste mancano poco più di due settimane. Il passato ci insegna che in quindici giorni si possa fare e disfare qualsiasi cosa, ma l'indecisione va subito sostituita con la concretezza, quella vera.


