Dietrofront Berlusconi: ma Balotelli rimane tabù? Green Generation: Santon e Destro obiettivi possibili?
Giulia Polloli
Berlusconi cambia rotta. Le parole che avevano fatto scalpore al’indirizzo di Mario Balotelli vengono sepolte da una sorta di messaggio di scuse. La mela marcia è diventata una mela rossa, lucida, ma non ancora pronta per essere addentata, ancora una primizia nemmeno messa sul mercato.
Ecco dunque che questo dietrofront di Berlusconi rischia di rimanere fine a se stesso se davvero si deve cavalcare l’onda che vuole l’assenza di un reale interessamento dei rossoneri per Balotelli.
Ogni cosa succede per un motivo che, per molti, è già scritto. Preparare il terreno per poter gettare e far crescere un seme nella nuda terra è un’operazione a cui il Milan ci ha abituati spesso. Soprattutto ora che la green-generation sembra essere diventato il leit-motiv che accompagnerà le dinamiche rossonere in questa e nella prossima sessione di mercato.
E anche il campo è ormai diventato palcoscenico su cui mostrare i giovani talenti a disposizione. Allegri nella gara contro la Sampdoria ha, forse senza alternativa plausibile, lasciato che i ragazzi si facessero un po’ le ossa. L’unica incognita non calcolata è stato il rendimento al di sotto delle aspettative di El Shaarawy che, per una volta, non si è immolato nel ruolo di salvatore della patria, prendendosi anche qualche critica di troppo. Perché è vero che ormai ha lasciato il segno il Faraone, ma bisogna pur ricordarsi, nonostante tutto, che si tratta di un giocatore che ha solo vent’anni e che nei mesi scorsi ha dimostrato la maturità di un senatore, nonostante possa essere definito, rimanendo nella metafora, un portaborse.
E’ chiaro che ci si deve agganciare allearmi a disposizione per poter aver la meglio nella battaglia e questa volta Stephan non ha potuto trascinare il Milan alla risalita verso quel terzo posto che il pareggio fa rimanere ancora lontano. Eppure lo stesso Galliani sottolinea con forza l’obiettivo che salverebbe la stagione rossonera e quindi la squadra deve rispondere già dalla gara contro il Bologna con una prestazione convincente.
Ma come routine vuole, in assenza di gare immediate, l’attenzione si posa sul mercato. La presenza di Vigorelli in sede ha riaperto le piste che portano a tutti e tre i rappresentanti illustri della sua scuderia: ovvero il desiderio di Allegri, Astori, il giovane Destro, che lo stesso Berlusconi ha elogiato in diverse occasioni ma che sembra sempre più trattenuto dalla Roma e poi Santon, che con il compagno di reparto De Sciglio potrebbe garantire l’incolumità difensiva per molti anni. Semplici suggestioni? O reali interessi? Certo è che ognuno dei tre giocatori potrebbe trovare spazio nel Milan, soprattutto Santon se davvero Abate è destinato a rispondere alle sirene dello Zenit. Eppure a sentir gli uomini di mercato rossoneri, la difesa non sembra essere oggetto di prossimi interventi, così come il reparto offensivo, ferme restando le volontà dei giocatori di legarsi a doppio filo al Milan. E qualcuno comincia ad ipotizzare che, se la pista Robinho forse si è un po’ raffreddata, al contrario le mosse di Boateng lasciano adito a supposizioni sulla scarsa volontà del ghanese di rimanere al Milan. Dopo i fatti di Busto, peraltro deprecabili come già sottolineato più volte, la scelta del giocatore di incrementare lo staff a tutela della propria sicurezza sembra una nota stonata in tutta la faccenda, così come sono apparse sproporzionate le parole che ipotizzavano un addio al calcio italiano. Ma forse Boateng ha altri progetti per la propria carriera, per questo il mercato degli attaccanti potrebbe rivelarsi più spumeggiante del previsto. E allora, un forcing romano potrebbe far accasare Destro al Milan, o magari davvero il dietrofront di Berlusconi potrebbe essere solo il prologo per poi accogliere in rossonero Balotelli. E se Sneijder non abbandonasse Milano?


