Kakà-Milan, 48 ore decisive. Ecco il cavillo fiscale al quale fa riferimento Galliani che può sbloccare la trattiva e fare giurisprudenza. E su Balotelli...
Pietro Mazzara
Fantasia, bravura e sacrificio. Sono queste le tre condizioni fondamentali per il ritorno, clamoroso, di Ricardo Kakà al Milan. In passato, non lo nego, da queste colonne avevo preso posizione contro il suo ritorno in rossonero perché storicamente i grandi ritorni a Milanello, come Donadoni e Shevchenko, hanno dimostrato che seconda avventure possono intaccare il grande ricordo che si ha di quei giocatori che, nel loro momento d’oro, hanno regalato tanto al Milan. La trattativa è ufficialmente aperta e domani entrerà nel vivo con il viaggio di Adriano Galliani a Madrid per incontrare Florentino Perez. Mai come in quest’occasione, il ritorno di Kakà in rossonero è fattibile. In estate ci furono problemi legati al budget e al bilancio del Milan che doveva arrivare, e ci è arrivato, con un passivo minimo reso tale dalle cessioni di Ibrahimovic e Thiago Silva. Adesso si torna a discutere e a trattare anche se non è per nulla semplice. Perché il Real Madrid non vuole fare una minusvalenza di 25 milioni di euro, perché il Milan adesso non vuole spendere per il cartellino una cifra importante e perché Kakà deve dare seguito alle parole pronunciate qualche notte fa quando ha detto di essere pronto a tutto per tornare in rossonero. Galliani ha aperto il libro del perfetto stratega e ha iniziato a studiare le varie soluzioni da proporre a Perez.
Quella che sembra essere più accreditata è quella avanzata anche dall’entourage del giocatore ovvero di un prestito di 18 mesi con rinnovo per altri 12. In pratica, con questa formula, Kakà rimarrebbe per due stagioni e mezza in rossonero arrivando alla scadenza del suo contratto con il Real Madrid. Una soluzione, questa del prestito su 30 mesi, proposta a colpo quasi sicuro dall’entourage di Kakà composto da Gaetano e Dario Paolillo, anche loro pronti a partire in qualsiasi momento per chiudere il colpo. Le parole di Silvio Berlusconi hanno aperto ulteriormente al ritorno, mai così vicino, di Kakà al Milan.
Un ritorno che servirebbe allo spogliatoio in quanto Kakà, inevitabilmente, porterebbe una ventata d’ottimismo e di allegria oltre ad alzare sensibilmente il tasso tecnico della rosa a disposizione di Allegri che, lo diciamo dalla scorsa estate, ha davvero pochi giocatori in grado di trovare il colpo risolutore. Dal punto di vista tattico, non credo assolutamente all’idea allegriana di mettere Kakà davanti alla difesa. Propendo maggiormente a un ritorno al 4-2-3-1 con Ricardo trequartista centrale con El Shaarawy alla sua sinistra e uno tra Robinho e Bojan alla sua destra. Infine, ci sono le motivazioni di Ricardo. Rilanciarsi alla faccia di Mourinho e, soprattutto, una vetrina importante per conquistare il mondiale del 2014 in Brasile.
Ma quanto verrebbe a guadagnare Kakà? Qui sta l’inghippo e il bandolo della matassa. Kakà al Real Madrid ha un ingaggio di 12 milioni di euro netti all’anno tassati al 24% fino al 30 giugno 2014. Il Milan può arrivare ad offrigliene 5 all’anno con la gestione dei proventi dei diritti d’immagine lasciata al giocatore. Si lavora su questo e su un cavillo della Beckham tax. Kakà, infatti, sarebbe il primo caso di giocatore soggetto a quel regime fiscale agevolato a lasciare la Spagna con un contratto di prestito. Un caso destinato a fare giurisprudenza perché il Real andrebbe a pagare si parte dell’ingaggio di Kakà ma senza perdere i benefit del regime fiscale agevolato oltre a continuare ad ammortizzare il cartellino. Una formula fantasiosa che farebbe addirittura guadagnare qualcosa agli spagnoli. Adidas, dal canto suo, vede di buon occhio l’operazione in quanto un suo top immagine tornerebbe in un club del suo stesso marchio.
Su Balotelli ci rimettiamo alle ultime indiscrezioni. Vedremo nella giornata odierna se la borsa di Manchester avrà abbassato la valutazione del cartellino di Mario che sarebbe già passato da 37 a 28 milioni di euro con pagamento in sei rate annuali ovvero 4,7 milioni di euro all’anno per sei esercizi di bilancio. Un’operazione che se dovesse essere confermata, sarebbe assolutamente vantaggiosa e libererebbe il City di un problema e darebbe al Milan, al tempo stesso, quell’attaccante che gli manca e sarebbe anche una grande operazione di merchandising per il numero di magliette che verrebbero prodotte e vendute. Insomma, tutto ruota intorno alle prossime 48-72 ore. Il mercato del Milan entra nel vivo ma non è detto che vengano sparati i botti.


