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ESCLUSIVA MN - Gandini: "La nuova politica giovanile: decisione strategica. Nel lungo periodo il Milan non ha mai tradito. La società merita sostegno e ai tifosi dico che..."

autore
Antonio Vitiello
per Milannews.it
mercoledì 23 gennaio 2013, 18:02Esclusive MN
autore Antonio Vitiello
23.01.2013 18:02Esclusive MN
Alessio Alaimo/TuttoMercatoWeb.com
Alessio Alaimo/TuttoMercatoWeb.com

In esclusiva per i microfoni di MilanNews.it, il direttore organizzativo del Milan, dott. Umberto Gandini, ha affrontato ad ampio raggio diverse tematiche relative al mondo rossonero.

Cosa vuol dire per lei il Milan e soprattutto essere il direttore organizzativo del club più titolato al mondo?
“E’ la mia casa da vent’anni a questa parte ed è una passione fin da ragazzo. E’ la congiunzione della passione sportiva con la sublimazione dell’aspetto professionale. Per cui essere il direttore organizzativo del Milan è un privilegio che ritengo altamente qualificante. Ho la possibilità di lavorare nel club che è stato ed è una delle guide del calcio mondiale”.

Il Milan in futuro avrà uno stadio di proprietà?
“E’difficile da rispondere perché comporta varie distinzioni. Se inteso come nuovo stadio la domanda va fatta principalmente alla nostra proprietà. E’ una decisione strategica che sarà presa nel futuro e al momento non è in cantiere. Se avere uno stadio di proprietà significa essere l’unica squadra che gioca a San Siro, la questione è differente. Dipende da una serie di fattori, in primis l’Inter. La ragione principale per cui si parla di stadio di proprietà è quella di fare una serie di attività e di avere una serie di ricavi che al momento non si possono avere per i limiti che si anno per la condivisione dell’impianto con un altro club. La percezione di San Siro comunque è quella di uno degli stadi più affascinanti d’Europa. Indubbiamente essere l’unica squadra che gioca in questo stadio porta con se tutta una serie di plus  che però dipende dallo sviluppo di situazioni in casa d’altri. Invece l’investimento su un nuovo stadio è un’operazione che richiede svariate centinaia di milioni e molti anni di gestazione prima di diventare realtà”. 

Il calo dei tifosi allo stadio è dovuto principalmente alle conseguenze del mercato?
“Il dato di fatto è che le presenze allo stadio sono drammaticamente in discesa, in tutta Italia e non solo a San Siro. In particolare il Milan ricordo che un paio di inchieste fatte hanno indicato la crisi finanziaria e le difficoltà economiche nelle famiglie la causa principale della non presenza allo stadio. Utilizzare i soldi per una passione è diventato più difficile. Poi ci sono aspetti legati all’ambiente stesso, il confort della struttura, le difficoltà nel raggiungerlo e la scomodità. Poi in maniera inferiore anche i risultati sportivi. Nel caso specifico prevalgono gli aspetti economici e la scomodità dell’impianto”.

La nuova politica del Milan si basa sui giovani, necessità economiche ma anche programmazione…
“Si è una decisione strategia presa dalla società collegata ai tempi che stiamo vivendo. Cercare di riportare nei limiti della ragionevolezza i costi del sistema calcio. E’ una decisione che non può portare risultati immediati ma che necessita di un medio periodo per avere le conseguenze che ci auguriamo”.

Il Fair Play finanziario introdotto dall’Uefa ha già sanzionato diverse squadre (come il Malaga), come trasformerà il mercato questa regola?
“Il Fair Play finanziario è un’insieme di regole e indicatori economici. La parte che viene applicata adesso che ha portato poi alla penalizzazione del Malaga, è relativa al mancato rispetto dei pagamenti. Una cosa che è stata richiesta all’Uefa dai club europei da attuare in maniera immediata. Ben venga questo intervento perché per lo meno mette una pressione costante su squadre che sono disinvolte sul mercato e poi non lo sono altrettanto nel pagare gli stipendi. Tutto questo è finalizzato a raggiungere una maggiore solidità nel sistema calcio. Andare a limitare i soldi spesi dalle singole squadre. I salari dei giocatori dovrebbero subire una contrazione e rientrare all’interno di parametri che permettono la sostenibilità del sistema. E’ una cosa che vedremo nei prossimi anni, ci vorranno un po’ di anni prima che vada in regima questa regola”. 

Lei era presente nel giorno dei sorteggi Champions in Svizzera, l’urna ha messo di fronte al Milan ancora una volta il Barcellona…
“E’ una cosa molto peculiare perché ci sono squadre con cui non si gioca per anni e che non abbiamo la possibilità di incontrare per moltissime stagioni, e poi di colpo ti capita di giocare 6 volte in 18 mesi con il Barcellona. Ci sono tanti fattori tecnici che hanno portato all’incrocio Milan-Barcellona, era una delle più probabili che potevano uscire dal punto di vista statistico. E’ una gara difficilissima, molto più complicate che altre ma posso assicurare che è una sfida che prova disturbi e insonnia anche ai tifosi catalani e non solo ai milanisti".

I tifosi del Milan sono preoccupati per il futuro del club, lei nei in questi anni ne ha viste tante, cosa può dire in base alla sua esperienza ventennale?
“Ho la fortuna di far parte di questa società da 20 anni e ho il privilegio di essere parte di un Milan vincente ma che di una squadra che ha avuto delle stagioni meno gloriose in cui è arrivato decimo o undicesimo in campionato. L’unica cosa che posso dire è che questa è una società che nel lungo periodo non ha mai tradito. Altamente professionale e guidata da persone che conoscono molto bene il loro mestiere e che hanno fatto bene nei 25 anni di presidente del dottor Berlusconi. Sono meritevoli di grande fiducia. C’è stato un messaggio molto chiaro da parte del presidente riguardo i risultati sportivi di questa squadra e il periodo di ricostruzione quindi posso solo ribadire il fatto che una società come il Milan meriti assolutamente sostegno e fiducia da parte dei suoi tifosi”.

Questo è un anno di ricostruzione per il Milan. Si parla di 2-3 anni per tornare ai vertici in Europa e in Italia come il Milan intende muoversi sul mercato, non solo quello attuale…
“Sicuramente bisogna seguire la strada del rinnovamento. Trovare giocatori giovani e di prospettiva e che abbiano margine di miglioramento, tanta fame di successi. Allo stesso tempo non si può pensare di giocare solo con la carta d’identità dei giocatori ma considerare il giusto mix. Ad oggi abbiamo giocatori molto giovani come Niang, De Sciglio e El Shaarawy e diversi con maggiore esperienza e carisma come Ambrosini, Montolivo, Yepes e altri.  L’obiettivo è quello di avere nel più breve tempo possibile una squadra competitiva e che possa durare tanto nel corso delle stagioni. Credo che sia necessario insistere con il processo di scouting che stiamo attuando, nel ricercare il maggior numero di talenti in una determinata fascia di età e nello stesso tempo una società come il Milan deve essere vigile per trovare quelle occasioni che possono migliorare l’assetto e la squadra anche se non sono in linea con i canoni anagrafici”.

per Milannews.it

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