Balotelli: e se il City inserisse Boateng? Buffon, il presidente Agnelli lo "usa" contro Del Piero. Cassano-Inter: si tira avanti...
Mauro Suma
Sia subito chiaro: KPBoateng è un titolare del Milan, da mezz’ala ha nuove e importanti prospettive rossonere, e nessun titolare partirà in questa finestra di mercato di Gennaio. Quindi, Boateng è incedibile e stra-lontano da una ipotetica lista dei partenti. Ma, da innamorato del Milan e in misura modestissima da addetto ai lavori, mi resta una curiosità. Ma se la B-B recentemente ipotizzata dalla Gazzetta dello Sport, ovvero Balotelli e Beckham che avrebbero dovuto raggiungere il Milan per vie diversissime fra loro, si trasformasse clamorosamente, anche se in questo momento non c’è alcuna avvisaglia che ciò possa accadere, in un’altra B-B? Ovvero Balotelli-Boateng? In fondo Prince è un giocatore che conosce la Premier League, è mediatico come pochi altri calciatori del mondo in questo momento (lo aspettano le Nazioni Unite a Ginevra…) e potrebbe dare un po’ di carattere e spettacolarità ad un City che a volte appare troppo compassato e vagamente di plastica nel suo modo di porsi in campo. A quel punto la B-B si avvicinerebbe molto al concetto di scambio quasi alla pari, anche se estero su estero è una operazione praticamente impossibile per le enormi differenze normative, di ammortamenti e di bilancio esistenti fra i due mondi. E’ altrettanto ovvio ed evidente che operazioni di questa complessità non potrebbero mai essere improvvisate a cinque giorni dalla fine di un mercato, ma in questo weekend e nei prossimi giorni, al bar, davanti ad un bel caffè, i tifosi rossoneri potrebbero interrogarsi: ma se il City avesse proposto quel tipo di scambio, tu l’avresti fatto? Il paradosso, il lontano dal vero, il quesito impossibile, in fondo, sono il bello del calcio. E se ci aggiungiamo un caffè, tornare alla realtà di tutti i giorni è meno pesante.
E’ stata la settimana della giusta celebrazione e dell’onore delle armi per Gigi Buffon. Tutto in pompa magna, con una conferenza stampa nella quale il presidente Agnelli si è speso molto nella cerimonia di presentazione del nuovo contratto dello storico portiere italiano e juventino, accennando anche a scampoli di ideologia juventina. Il presidente Agnelli ha riconosciuto a Gigi onestà intellettuale e coerenza nell’andare avanti a giocare avendone i mezzi fisici e le possibilità. A quanti è venuto in mente che lo stesso presidente Agnelli, nell’ultima stagione di Del Piero alla Juventus, abbia parlato di Ale molte più volte in sua assenza che al suo fianco? E quanti sarà capitato di pensare, almeno per un attimo, che quanto Andrea Agnelli stava tributando a Buffon poteva essere tranquillamente girato al contrario nei confronti di Del Piero. Ovvero, Gigi prolunga perché si sente davvero ancora di giocare e può ancora dare il massimo, tu, invece, perché ad una età importante non hai fatto un passo indietro? Sono domande e pensieri che non possono essere direttamente attribuiti al presidente bianconero che, certamente, in quel momento era concentrato solo su Buffon e che non ha mai nominato il campione “australiano” per tutta la conferenza stampa. Ma a volte la storia, i protagonisti e gli eventi di un grande Club quale è la Juventus, costruiscono in qualsiasi momento del cammino del Club uno scenario di sfumature e di non detto che presta il fianco a molte interpretazioni. E la sensazione di fondo, lasciata in sospeso, dal presidente Agnelli, questa settimana è stata proprio questa: guardate Gigi, così si fa. E il Del Piero amatissimo da milioni di tifosi bianconeri, sarà certamente stato contento per Buffon, ma potrebbe aver colto anche questo aspetto. Chi vivrà, vedrà.
La cotta “sembra” finita. I giorni dell’idillio con Marco e Piero appaiono sostanzialmente ormai alle spalle. Eppure le inquadrature sollecitate a Milanello con il broncio si erano trasformate a fine Agosto in una esplosione di gioia, nel sorrisone di Antonio Cassano, finalmente liberato dal Milan e finalmente fra le braccia nerazzurre. Cosa resta di quei giorni, oggi che l’Inter naviga al quarto posto in Campionato , in bilico nella semifinale di Coppa Italia e alla vigilia del confronto con il Cluj in Europa League? Resta un “si tira avanti” buttato lì da Antonio in una tranquilla serata milanese di metà settimana. Si tira avanti vuol dire tutto e niente, non è una polemica così come non è una manifestazione straripante di entusiasmo, è una frasetta interlocutoria come tante altre. Non ci si può ricamare sopra proprio nulla. Ma si può sussurrare in maniera rispettosa che è una affermazione lontana da quella ben nota euforia di fine Agosto ad Appiano Gentile. In ogni caso in Antonio Cassano ogni mutamento d’umore va sempre seguito con attenzione, perché è quasi sempre il preludio di un nuovo cambiamento d’umore a catena. Lo sanno all’interno dello spogliatoio nerazzurro e lo percepiscono i tifosi interisti. Del resto l’attacco nerazzurro prima o poi dovrà abbassare l’età media: oggi i primi quattro attaccanti in rosa (Milito, Palacio, Cassano e Rocchi) fanno 130 anni in quattro. Sì, ceto, centrotrenta. Un po’ troppi, anche Marco e Piero in cuor loro potrebbero essere d’accordo con questa affermazione, sulla quale di recente si è soffermato anche un certo Zdenek Zeman.


