Balotelli in rossonero è questione di ore, ma c'è ancora spazio per qualche novità di mercato. Il Milan di Allegri inizia a far paura: la caccia ad un posto Champions non è più un miraggio
Fabrizio Tomasello
Qualcuno per caso ricorda che dopo otto giornate il Milan era sedicesimo in campionato? Guardando la classifica e l’incoraggiante quinto posto raggiunto al termine della ventiduesima, sembra passata una vita.
Eppure stiamo parlando di appena 14 turni fa. In quei giorni Allegri era considerato l’allenatore più scarso del centro Europa, i giocatori del Milan un manipolo di poveri ragazzotti derelitti ed incapaci e la dirigenza rossonera, la causa di tutti questi disastri.
Adesso, dopo la vittoria in casa dell’Atalanta (dove, vale la pena di ricordare, avevano già perso Inter e Napoli), abbiamo ritrovato un allenatore sicuro di sé e delle sue idee, un pacchetto di ragazzini già titolari nel club più titolato al mondo e il terzo posto utile per la prossima Champions League a un tiro di schioppo.
Ma cosa è successo in questi mesi che ha così radicalmente cambiato la storia della stagione rossonera? Bisogna innanzitutto dare il merito a Galliani di non essersi lasciato tirare per la manica da Berlusconi e dal 90% dei tifosi del Milan, tutti in pressing per vedere Allegri licenziato in tronco. Dalla conferma del mister livornese è partita la rincorsa verso l’Europa.
Allegri da quel momento si è tolto diverse soddisfazioni: intanto si è permesso il lusso di far esplodere un bomber di razza, El Shaarawy, che ad appena 20 anni ha già segnato 15 gol in campionato (senza rigori) e davanti nella classifica dei cannonieri vede solo quel fenomeno di Cavani; poi nell’ordine ha valorizzato un ragazzino del vivaio come Mattia De Sciglio portandolo alle soglie della Nazionale; ha scoperto un Constant terzino sinistro affidabile e sicuro; ha tirato fuori dal cilindro un altro ragazzino come Niang (classe ’94), ormai titolare inamovibile e partner ideale in attacco di El92; e per concludere ha ridato smalto e vigore a calciatori che sembravano pronti per la rottamazione, quali Zapata, Flamini, Boateng e Pazzini.
A Milanello insomma si respira un’aria nuova, aria di rimonta, aria di rivincita, aria di riscatto. Roma e Fiorentina ormai alle spalle, l’Inter ad appena 3 punti e la Lazio, vera antagonista nella caccia al terzo posto utile per la Champions league, a 6 punti. Godiamoci questo momento magico in attesa di un altro delicato appuntamento, in programma domenica sera al Meazza quando arriverà l’Udinese di Di Natale, che ci ha castigato impunemente all’andata.
Celebrato il momento magico del Milan in campionato, arriviamo alle calde lusinghe del calciomercato. Ancora pochi giorni e tutti gli intrighi saranno definitivamente svelati. Ma il protagonista principale della telenovela rossonera c’è già e si chiama Mario Balotelli. Negli ultimi giorni superMino (Raiola), agente di super Mario, ha solcato la Manica facendo su e giù tra Milano e Manchester almeno una dozzina di volte, e adesso si attende solo la conclusione dell’affare, con i fuochi d’artificio e con buona pace di Moratti e di tutti gli interisti.
L’accordo sembra ormai in dirittura d’arrivo: 23 milioni chiesti dai Citizens, 20 offerti dal Milan, pagabili in sei rate, con un accordo di circa 5 milioni annui a Balotelli per i prossimi 4 anni e mezzo. Tre milioni di distanza tra domanda e offerta, bazzecole per una volpe del mercato come il procuratore pizzaiolo più famoso del mondo.
Per Galliani però resta in piedi l’incognita Robinho. Il brasiliano, unico protagonista negativo ieri a Bergamo, con una testata da prova tv all’atalantino Carmona, continua a sembrare un corpo estraneo in questa ritrovata armonia di gruppo. Relegato malinconicamente in panchina, Binho sembra sempre più incupito sotto una cresta ispida, ben diversa da quelle sfoggiate dai titolari dell’attacco rossonero El Shaarawy e Niang ed a questo punto la destinazione Santos potrebbe ritornare attuale per la punta brasiliana. Venderlo adesso inoltre, sarebbe decisamente più vantaggioso per il Milan, visto che il numero 7 rossonero andrà in scadenza nel 2014.
Potrebbe essere il colpo di mercato dell’ultimo giorno, quello che ridisegnerebbe il reparto offensivo rossonero con Balotelli al posto di Pato e Robinho. Dopo l’acquisto di Zaccardo (certo non un fenomeno, ma un difensore serio ed affidabile) resta solo un piccolo rimpianto in fase di mercato: non essere corsi a ripari acquistando un centrocampista di qualità e quantità, indispensabile per Allegri visti gli infortuni di De Jong e Ambrosini e con Muntari ancora convalescente.
Mancano però ancora 3 giorni alla chiusura delle trattative, i famosi “3 giorni del Condor Galliani”.
Vale la pena restare con gli occhi aperti, perché la sorpresa è dietro l’angolo.
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