Dall'esclusione all'escalation: lo stellato sfida i marziani
Matteo Calcagni
Lo scorso 3 settembre, nella prima lista Champions della stagione in corso, Allegri aveva scelto di escludere Niang e Traoré dai 25. Il giovane attaccante era appena arrivato dal Caen, mentre il centrocampista maliano stava attraversando un periodo travagliato dal punto di vista fisico. Il primo doveva limare il suo carattere estroso, il secondo sconfiggere un perdurante problema al ginocchio: per mesi hanno osservato il campo solo da spettatori, mentre al di fuori si scatenavano le immancabili indiscrezioni d'addio. Il primo ad emergere, grazie all'intensità e alle qualità mostrate in allenamento, è stato il nativo di Meulan-en-Yvelines, gettato nella mischia dal tecnico toscano nei minuti conclusivi al San Paolo. Dopo quasi un mese è arrivata un'altra chance, più corposa, nell'ottavo di finale di Tim Cup contro la Reggina: subentrato ad uno spento Robinho, il classe '94 ha trovato il primo centro in rossonero sotto la Curva Sud.
Da lì in poi M'Baye si è reso protagonista di una vera e propria escalation, tanto da diventare addirittura titolare sull'esterno destro del tridente. La risalita (parziale) di Traoré è avvenuta con meno clamore, ma il ventisettenne di Bondy ha saputo ritagliarsi piccoli spazi ed una serie di presenze consecutive (la più consistente quella a Torino contro la Juve, con tanto di rete sfiorata sul finale). Fatto sta che, a circa cinque mesi di distanza, i due francofili sono stati scelti da Allegri, insieme a Muntari (che a settembre era ancora a metà del recupero dopo l'intervento al crociato), come nuovi inserimenti per la seconda lista Champions. Una bella soddisfazione per chi, ad inizio annata, era rimasto fuori dai ranghi. In particolare Niang, giovanissimo "stellato" dell'attacco rossonero, avrà la possibilità di sfidare i marziani del Barça a soli diciotto anni: una sfida affascinante che potrà ulteriormente formare l'ormai ex burrascoso M'Baye.


