E' ItalMilan: Balo-El Shaarawy fanno già sognare Prandelli
Riccardo Casali
Un Milan in salsa italiana. Sembrano lontani i tempi in cui lo spettatore che assisteva ad una partita del Milan aveva l’impressione di osservare un piccolo Brasile vestito di rossonero. Ieri nella formazione titolare che ha piegato l’Udinese ben 7 giocatori erano di nazionalità italiana (Amelia, Abate, Bonera, Montolivo, Nocerino, El Shaarawy, Balotelli). L’asse portante dei rossoneri, nell’ordine portiere, Amelia(o Abbiati), regista, Montolivo, e bomber di razza (Balotelli), è interamente nostrano. Nella formazione di partenza schierata da Allegri, difatti, solo quattro elementi non giocano nella Nazionale italiana: la rivelazione stagionale Constant, il centrale colombiano Zapata, il tuttofare Flamini, e il baby Niang. L’alto tasso di italianità nella partita di ieri, a dir la verità, è stato agevolato anche dall’influenza che ha messo ko in extremis Kevin Prince Boateng, che ha spianato la strada da titolare ad Antonio Nocerino.
Il connubio Italia-Milan potrebbe agevolare il lavoro di Prandelli e far felice i tifosi azzurri: l’attacco del Milan è infatti l’attacco della Nazionale. El Shaarawy- Balotelli possono tranquillamente rappresentare la coppia del presente e del futuro sia del Milan e sia in maglia azzurra. Nella quiete di Milanello, sotto lo sguardo vigile e premuroso di Max Allegri, i due baldi giovani possono migliorare ulteriormente ed elevarsi al ruolo di fuoriclasse universalmente riconosciuti. Gli effetti del Conte Max sono tuttavia già ben visibili: la crescita esponenziale che hanno vissuto sotto la sua guida elementi come Abate, Nocerino (come dimenticare l’anno scorso?), lo stesso Faraone, sono sotto gli occhi di tutti, compreso quelli del commissario tecnico azzurro. Un discorso a parte lo merita Riccardo Montolivo: da quando ha preso il posto di regista davanti alla difesa, il Monto ha fatto il salto di qualità che lo ha elevato ad elemento insostituibile della squadra rossonera. Inoltre il cambio di ruolo, con successive prestazioni super, ha permesso a Montolivo di togliersi l’ingrata etichetta di giocatore non decisivo, dimostrando a tutti di possedere la personalità, oltre che le qualità, per vestire i panni del leader in una squadra come il Milan.


