Occhi puntati sull'attacco rossonero: Balo sugli altari, El Shaarawy già pronto per diventare lo stereotipo dello Stile Milan
Giulia Polloli
Occhi puntati su di lui: Balotelli è il protagonista della scena. Un’ovazione lo accoglie sul campo quando Pazzini ha ormai dato forfait. Mario fa la sua corsa verso il preparatore, sembra noncurante degli applausi ma, se mentre con gli occhi guarda il manto verdognolo di S.Siro, di sicuro le orecchie sono puntate in direzione Curva Sud, da dove arrivano i primi cori per il nuovo talento in rossonero. Sorride Mario, cerca El Shaarawy, quasi dovesse indicargli la via corretta per rispondere a quelle urla, per non sembrare da subito troppo felice di questa nuova storia a tinte rossonere.
La partita di Balotelli inizia subito con grande clamore perché bastano pochi secondi per il suo primo show sotto la curva: solo qualche centimetro lo separa dall’ovazione che sarebbe entrata nella storia. Un’azione che mette in rilievo le sue doti fisiche, la sua capacità di ammaestrare la palla, la sua abilità a saltare l’avversario. Ma è grazie al cross di El Shaarawy se Mario trova agilmente la via della porta. E qui arrivo al dunque. La personalità di Balotelli nella sua prima apparizione a S.Siro ha offuscato El Shaarawy, forse il miglior giocatore in campo. Non ha bisogno di clamore per esprimersi, non cerca forsennatamente la via della porta, anzi trova facilmente anche le retrovie quando nel finale di partita, non pago dei metri percorsi in una gara ad alti livelli, si immola nella sua area a salvare i pali di Amelia. Sorride ad ogni coro per SuperMario, tra i due c’è intesa già dalla prima in Nazionale. Le parole di El Shaarawy nei confronti del nuovo compagno anche in rossonero sembrano quelle di un giocatore navigato. Quanta saggezza in poche considerazioni, quanta pacatezza in un ragazzo di appena vent’anni. Se qualcuno aveva ancora bisogno di conferme, la prestazione e l’atteggiamento del piccolo faraone nel posticipo di domenica devono, e sottolineo devono, aver fugato ogni dubbio.
L’abnegazione, la costanza nel ritmo, l’umiltà di questo giocatore ci riporta a quel calcio antico, dove le bandiere esistevano, dove i giocatori sentivano il peso della maglia sulle spalle, dove ognuno si sentiva responsabile non solo per sé, ma anche dell’altrui gloria. El Shaarawy è l’esempio di come dovrebbero tornare giocatori che si credono dei campioni e che poi si perdono in sproloqui che di interessante hanno solo i titoli sui giornali.
Ancora una volta Allegri ha stupito tutti. Una partenza a dir poco sconcertante e una rimonta impressionante con il Milan che raggiunge anche l’Inter ora a tre punti dal terzo posto che, dopo le prime giornate era assolutamente utopistico. Allegri ha resistito ad ogni tipo di attacco. Non ha mai cmabiato rotta, ha sperimentato, cercando negli uomini a disposizione le giuste motivazioni, scovando in ognuno dei suoi giocatori il lato migliore, la duttilità e il sapersi sacrificare per la squadra. I progressi dei numerosi giovani rossoneri hanno messo la prima pietra sul Milan del futuro, ma addirittura hanno consolidato la stagione in corso, riportandola su binari accettabili. L’esplosione di Constant, la duttilità tattica di De Sciglio, la sregolatezza tecnica di Niang, il senso di responsabilità e le prestazioni maiuscole di El Shaarawy che si è caricato la squadra sulle spalle nei giorni bui sono da ascriversi alla tenacia di Allegri che non si è mai dato per vinto. Ha lavorato sul filo del rasoio per mesi e ora si gode qualche frutto del duro lavoro. Ovvio con l’arrivo di Balotelli, Zaccardo, Salamon, il Milan acquista sicurezza e valore, pur senza risolvere definitivamente i problemi del reparto arretrato in primis.
Sulla scena ora il Milan avrà un ruolo da coprotagonista e non più da comparsa in questo campionato. Si avvicina anche la sfida di Champions contro il Barcellona, mentre Prandelli potrà consolidare l’intesa tra Balotelli ed El Shaarawy anche in azzurro, nella speranza di poter vivere, magari grazie alla loro intesa, altre notti magiche in previsione mondiale!


