A San Siro non si scatena solo Balotelli: Niang, El Shaarawy, Flamini e un Montolivo "alla Pirlo"
Carlo Pellegatti
Il vento magico che soffia su San Siro domenica sera, durante Milan-Udinese, ricorda a molti la magia del film “Chocolat”. Juliette Binoche, nei suoi viaggi per aprire nuove negozi profumati di cioccolata, è infatti sempre accompagnata da una brezza misteriosa. La stessa brezza più gelida, ma sempre incantata, che ha salutato l’entrata in campo di Mario Balotelli, splendido protagonista del successo sui friulani. Facile tessere le lodi dell’Unico fra gli Unici, del nostro Django Scatenato, ma io mi sono entusiasmato anche per l’elegante virgule di Niang, per esplosività di El Shaarawy, che toglie una palla a Merkel, solo davanti a Amelia, per poi scattare verso la porta del portiere bianconero. Giocatori da San Siro, come due altri splendidi protagonisti della vittoria sull’Udinese, Riccardo Montolivo e Mathieu Flamini. Ho ricevuto, qualche giorno fa, un sms critico e sarcastico sui miei giudizi positivi riguardanti il centrocampista francese. Sempre più convinto, non ho timore di ribadire il concetto. L’Uomo Fiammifero è fondamentale in questa squadra, per esperienza, forza, corsa e attitudine all’inserimento. Flamini, abituato a giocare nell’Arsenal, da protagonista in Premier League ed in Europa, è un riferimento importante per i giovani, che ormai stanno diventando l’asse trascinante del gruppo. Il ritorno alla miglior forma di Abate permette così al Milan di mettere in campo un binario di centro destra efficace e devastante proprio grazie al Francese ed a Telepass, bravi nella flex defense, termine copiato dal Basket.
In pratica, significa che quando sale Ignazio è Flamini a coprire la sua zona, in fase difensiva. Ho finalmente trovato il soprannome per Montolivo, un soprannome splendido per il centrocampista, tanto criticato e sottovalutato a Firenze: RED CARPET. Sì, un tappeto rosso, il simbolo della eleganza, della fama, del successo. Riccardo è stato dipinto, dai suoi detrattori, come un giocatore dalla scarsa personalità e dalla bassa presenza. Qui, a Milano, ha già indossato la fascia da capitano, è una guida affidabile e sicura, un centrocampista che sembra abbia da sempre giocato nella sua squadra del cuore, squadra dove l’appartenere è un onore. Mi dispiace ovviamente per il grave infortunio a De Jong ma, con Montolivo davanti alla difesa, il Milan ha migliorato la sua qualità proprio grazie ai piedi dolci nella proposizione, ma forti nel contrasto di RC. Oso? Devo proprio Osare? Il Montolivo di domenica sera mi ha ricordato la migliore edizione dell’indimenticato e indimenticabile Pirlo. Il Milan, a parametro zero, ha acquistato un professionista serio e un grande cuore rossonero. Un giocatore che piace al Presidente Berlusconi, per la profondità dello sguardo che, come si sa, è lo specchio dell’anima!


