Un gustoso spezzatino per una giornata quasi perfetta
Davide Bin
Immaginatevi la scena: San Siro discretamente pieno per un Milan-Parma giocato alle 15 di domenica pomeriggio (perchè in febbraio andare allo stadio di giorno è più confortevole che andarci di sera...) in contemporanea con le altre partite di una giornata che si possa davvero definire tale (perchè è grottesco chiamare ancora giornata di campionato un turno suddiviso in quattro giorni...); c'è attesa e trepidazione perchè il Milan sta rimontando in classifica e il terzo posto non è più una chimera come qualche mese fa, nonostante i rossoneri siano attesi da un ciclo terribile in campionato e Champions. La partita inizia e dopo pochi minuti arriva la notizia che la Lazio sta perdendo a Siena; primo boato dagli spalti, perchè il Milan ora ha la possibilità di agganciare il terzo posto; passano pochi altri minuti ed ecco il secondo e più intenso boato, perchè anche la Fiorentina segna contro l'Inter e dà al Milan la possibilità del sorpasso sui cugini, a patto, però, di sbloccare una partita complicata. I rossoneri, infatti, stentano e soffrono, il Parma gioca meglio ma il destino ha condensato le migliori emozioni nella seconda metà del primo tempo: in rapida successione arrivano altre buone notizie dalla Toscana, il raddoppio del Siena e quello della Fiorentina, quindi manca solo il gol del Milan a far definitivamente esplodere la polveriera sugli spalti di San Siro ed ecco che, finalmente, Paletta devia nella propria porta l'innocuo cross di Boateng e la festa può davvero iniziare. Nella ripresa arrivano le ciliegine sulla già gustosa torta: Fiorentina, Siena e Fiorentina ancora in gol in rapida successione nell'arco di soli dieci minuti, ma in mezzo c'è anche il gol di Totti all'Olimpico che manda sotto la Juventus e pure questa è una notizia che dà soddisfazione e fa vibrare gli spalti di San Siro; manca il gol della sicurezza del Milan e bisogna aspettare oltre la mezz'ora, ma ne vale la pena perchè il raddoppio arriva con uno splendido gol su punizione (che a San Siro non vedevamo da un pezzo), realizzato da Balotelli, cosa che aumenta il già intenso mal di fegato dei cuginastri nerazzurri ad una settimana dal derby. Ormai San Siro è una succursale di un sambodromo brasiliano: si canta, si saltella, si festeggia una giornata quasi perfetta, anche perchè da Napoli non arrivano notizie e, come si suol dire, "nessuna notizia, buona notizia", visto che i punti di distacco dal secondo posto diventerebbero sette, nemmeno poi tanti per chi ha effettuato una clamorosa rimonta, superando tante squadre e recuperando punti su punti a tutte le rivali. Nel finale nessuno si accorge che Cassano ha segnato a Firenze un gol inutile e che il Parma ha dimezzato le distanze: la festa è già in corso e San Siro è in preda all'entusiasmo e all'euforia per la vittoria ma anche per le ottime notizie provenienti dagli altri campi e, soprattutto, dalla Toscana.
Questa è la surreale cronaca di una giornata che è esattamente stata così nella sostanza, ma in pratica non si è svolta così, perchè le emozioni sono state distillate in quattro lunghi giorni: iniziata venerdì sera con la vittoria dei rossoneri a San Siro contro il Parma, è proseguita 24 ore dopo con il successo della Roma contro la Juventus; domenica pomeriggio è arrivato il mezzo passo falso del Napoli in casa contro la Sampdoria e domenica sera c'è stato il crollo nerazzurro a Firenze e, addirittura, abbiamo dovuto aspettare lunedì sera per vedere la Lazio perdere nettamente a Siena e riuscire ad agganciarla ufficialmente e definitivamente. Per chi ha avuto tempo e voglia di passare una serata a San Siro e le successive tre (più il pomeriggio della domenica) a "gufare" sul divano di casa è stato comunque un lungo ed interminabile turno di campionato ricco di soddisfazioni e di gioie, che danno euforia, carica ed entusiasmo in vista delle prossime difficilissime partite che attendono il Milan. Abbiamo aspettato circa 74 ore per un verdetto che anni fa avremmo avuto in un'ora e mezza, ma, in fondo, ne è valsa comunque la pena, anche se è come assistere ad uno spettacolo pirotecnico con i botti sparati un po' per volta e non tutti insieme; non è la stessa cosa, non dà le stesse emozioni e, infatti, il clima a San Siro al termine della partita contro il Parma non era quello che ci sarebbe stato se tutto si fosse svolto in contemporanea; so che molti non saranno d'accordo perchè amano più lo spezzatino gustato lentamente piuttosto che l'abbuffata da bulimici di calcio. Io, da inguaribile nostalgico del calcio del passato e da frequentatore di San Siro, mi sarei divertito tantissimo a vivere la giornata che ho raccontato prima e che, invece, è stata solo virtuale e spalmata in più giorni, ma so che indietro non si torna e il futuro del calcio sono queste giornate con partite in vari giorni ed orari, quindi mi "accontento" del gustoso spezzatino e mi godo comunque la "giornata" di 74 ore quasi perfetta (anche se ormai siamo alla vigilia di Milan-Barcellona e non c'è molto tempo per pensare a ciò che è stato), dopo la quale il Milan si ritrova terzo a pari punti con la Lazio, davanti all'Inter e con la possibilità di lanciare un occhio addirittura più in su, perchè sette punti dal Napoli sono tanti ma possono anche essere recuperati da una squadra capace di passare in pochi mesi dalla zona retrocessione a quella Champions; l'unico neo è la Fiorentina rimasta attaccata a soli due punti, ma siccome era in programma Fiorentina-Inter non si poteva pretendere di più, anche se sarebbe stato bello se la classifica fosse rimasta completamente "neutralizzata" come quella che il tabellone mostrava durante Milan-Parma, con i rossoneri in vantaggio e con tre punti in più e le altre tutte ferme. Ora arriva il bello, cioè il difficile, con gli scontri diretti e le sfide decisive, ma con questa iniezione di fiducia ed entusiasmo fanno meno paura; l'importante è che lo spezzatino non abbia riempito troppo la pancia e che rimanga un po' di fame per addentare biscioni e aquile varie e provare ad inseguire e azzannare anche asini e zebre; sto sognando troppo? Forse sì, ma è questo Milan giovane e sfrontato che mi dà rinnovata fiducia ed è la giornata quasi perfetta che fa sognare ad occhi aperti il popolo rossonero.


