Non vittime sacrificali, ma artefici del proprio destino. Stanotte la sfida di Champions per ribadire al mondo che il Milan c'è!
Giulia Polloli
E’ l’alba di un nuovo giorno. E’ l’alba di Milan-Barcellona. Le dinamiche della gara per molti sono ormai scontate. Si parla del Milan che dovrà ingabbiare Messi e le sue geniali giocate, del Milan che dovrà mantenere alto il possesso palla per non incorrere nel rischio di essere punto in continuazione, di una difesa che orfana di Thiago Silva e senza un reale successore non sarà in grado di reggere il doppio confronto. Insomma si è creato uno scenario da vittima sacrificale intorno ai colori rossoneri che io, lo sottoscrivo, voglio assolutamente scardinare. Lo stesso pensiero lo ha avuto Allegri nella vigilia di questa gara quando, come di rito, si è sottoposto alle domande dei cronisti che hanno cercato di capire lo stato d’animo non solo del tecnico, ma anche dello spogliatoio rossonero.
Ovviamente nessuno mette in dubbio che la squadra di Messi sia ancora la più temibile al mondo, ma non dimentichiamoci che stiamo parlando di una partita di pallone che contiene in sé delle variabili ineluttabili in grado di falsare, cambiare, scardinare qualsiasi equilibrio sul campo. Si parte dallo 0-0, come sottolinea Allegri e il Milan andrà sul campo a giocarsi la sua partita. Berlusconi in una intervista rilasciata a Mediaset aveva dato indicazioni chiare ad Allegri circa l’atteggiamento tattico da mantenere per cercare di limitare le incursioni di Messi in area. Aveva individuato in Flamini e Muntari gli uomini deputati al contenimento, magari a scapito anche del bel gioco. Ma Flamini, come anche Nocerino, sono stati costretti a dare forfait all’ultimo. Problemi muscolari non risolvibili. E dunque l’incognita a centrocampo rimane. Di certo ci sarà Montolivo, che ormai sempre più fa le prove da Capitano e si gonfia il petto, in modo ovviamente positivo e ingenuo, nel sentirsi paragonato a Pirlo, il giocatore che secondo il presidente, gli è stato sfilato da sotto il naso per poi ritrovarlo, controvoglia alla Juventus. Montolivo però non è Pirlo, né mai lo sarà. Possono avere ruolo simile, colpi importanti, ma le caratteristiche dei due vanno a infrangersi contro un modulo di gioco assolutamente diverso. Se Pirlo era idealmente il perno del gioco rossonero, se ogni pallone doveva passare dai suoi piedi fatati per ricevere l’incantesimo e poi arrivare magicamente ai compagni, Montolivo ben si amalgama al gioco corale che ora fa la fortuna della risalita in campionato della squadra di allegri.
Montolivo è più imprevedibile, meno dotato balisticamente, ma con più propensione agli inserimenti. E’ un ottimo colpitore di testa e di piede, pur senza riuscire a regalare quelle traiettorie meravigliose degne di pennellate d’arte classica a cui ci aveva abituati il grande talento bresciano. Eppure nella gara di questa sera il mediano con le ambizioni da capitano potrà davvero essere determinante. Allegri poi ha qualche dubbio anche nel reparto prettamente offensivo. Pazzini potrebbe essere il perno del tridente, El Shaarawy è il giocatore più atteso che, dopo la seduta di allenamento di ieri, sembra essere completamente arruolabile. Qualche dubbio ancora sull’esterno di destra. Bojan dovrebbe partire dalla panchina, il folletto cresciuto nella cantera azulgrana potrebbe essere determinante a partita in corso. Qualche dubbio, ovviamente personale, sull’ipotesi di non partire con De Sciglio. Se in campionato il ragazzo sta facendo delle ottime prestazioni, perché toglierli il palcoscenico europeo? Non regge il discorso fatto da molti che lo paragonano, per utilizzo e stile, alla gestione di El Shaarawy dello scorso anno. Il contagocce, se deve essere usato, deve esserlo sempre. Dunque se Mattia ha dimostrato di poter scardinare Abate, Antonini e compagni in campionato, è giusto dargli la chance per mettersi alla prova anche contro il Barcellona. Potrebbe essere la consacrazione di un talento cristallino che, il Milan, si è assicurato per il prossimo quadriennio. S.Siro: sarà gremito. E questo stadio ne ha di storie da raccontare, di gare epiche da tramandare. La notte di Milan-Barcellona dovrà trasformarsi in energia nel motore dei rossoneri che, comunque vada, non dovranno abbandonare le mire europee e anzi, dovranno fare di tutto per rimanere in scia al carrozzone della Champions ormai raggiunto in classifica. Buona partita a tutti e non partiamo con il rammarico di dover giocare contro i più forti: che questa partita possa essere la prima pietra su cui ricostruire il prossimo futuro.


