Un Milan stellare annienta gli extraterrestri
Davide Bin
Meravigliosa e indimenticabile. Sono i primi aggettivi che mi vengono in mente per definire la serata vissuta a San Siro in cui ci sono state davvero tutte le componenti per renderla strepitosa e farla entrare di diritto nella storia della gloriosa società rossonera, anche se i capolavori per essere considerati tali devono essere terminati e non lasciati incompiuti e, purtroppo, siamo ancora a metà dell'opera. Per il momento, però, si può davvero parlare di capolavoro e il suo artefice è sicuramente Allegri, che ha schierato in modo eccellente la squadra, ha capito come si poteva imbrigliare il Barcellona e ha messo in atto una tattica perfetta che ha permesso di annientare gli extraterrestri e di realizzare ciò che sembrava impossibile, ovvero dare una lezione di calcio ai migliori, vincere la partita e poter sognare ad occhi aperti una qualificazione che, però, è ancora tutta da conquistare e sarebbe un errore imperdonabile pensare il contrario. Intanto godiamoci questa serata perfetta, con San Siro strapieno e ribollente d'entusiasmo, una squadra concentrata, grintosa, ferocemente determinata e straordinariamente efficace nel rendere sterile il possesso palla dei catalani e innocuo il loro gioco e nel ripartire in velocità per colpire una difesa tutt'altro che ermetica. Già un anno fa il Milan aveva giocato una partita simile contro il Barcellona nell'andata dei quarti di finale, ma era mancato in fase offensiva; in quest'occasione, invece, i rossoneri si sono resi pericolosi in avanti, hanno segnato due gol, ma il dato più impressionante è che gli spagnoli non hanno mai tirato in porta e Abbiati ha inaspettatamente vissuto una serata tranquilla e ha svolto solo ordinaria amministrazione, senza dover fare miracoli e, soprattutto, senza dover raccogliere il pallone in fondo al sacco. Qualcuno temeva alla vigilia che al portiere rossonero sarebbe venuto il mal di schiena a furia di raccattare palloni dentro la sua rete, invece i dolori sono tutti per i giocatori blaugrana che si sono fatti notare in campo solo per la loro vistosissima maglietta fosforescente, ma per il resto sono stati irriconoscibili e il merito va tutto a tecnico e giocatori rossoneri. Il popolo rossonero prima ha trascinato la squadra con un gran tifo, poi è impazzito di gioia ed è una felicità meritata dopo tante sofferenze e che premia soprattutto chi ci ha creduto fin dall'inizio, quando la squadra sembrava un'armata Brancaleone, un'accozzaglia di imbranati destinata ad una stagione fallimentare. E' difficile credere che questa squadra che ha annientato il Barcellona sia la stessa che in autunno pareggiava in casa con l'Anderlecht senza mai tirare in porta o perdeva malamente a Malaga mettendo a rischio la qualificazione agli ottavi; invece questa squadra è cresciuta e, come aveva promesso Allegri, a febbraio è in una situazione decisamente migliore rispetto a qualche mese fa, terza in classifica in campionato e capace di battere la squadra da tutti considerata la più forte del mondo, anche se a San Siro ciò non si è visto e i veri marziani sono sembrati i giocatori del Milan.
Finalmente San Siro è pieno e l'atmosfera è quella delle grandi occasioni: stadio esaurito, gran tifo sugli spalti e l'immancabile coreografia della Curva Sud, che ricorda l'anno di nascita del Diavolo, mostra l'immagine del fondatore della squadra (Kilpin) e ricorda con uno striscione in transenna del secondo anello che "LA STORIA SIAMO NOI", invitando la squadra, con un altro striscione sulla vetrata del primo anello, ad onorare questa storia; completano la coreografia le solite plastiche colorate che fanno da sfondo. L'inno della Champions mette i brividi come al solito, ma in certe notti ancor di più, perchè quando San Siro ruggisce con orgoglio viene davvero la pelle d'oca ed è bellissimo essere parte di questo spettacolo, alzando una plastica, cantando a squarciagola, tifando a più non posso, perchè per battere gli alieni ci vogliono dodici giocatori e il dodicesimo uomo in campo è, ovviamente, il pubblico, che in serate così può e deve essere una componente decisiva. A proposito di uomini, nessuna sorpresa nella formazione schierata da Allegri, che è quella ipotizzata alla vigilia: davanti ad Abbiati la linea difensiva è composta da Abate, Mexes, Zapata e Constant; a centrocampo ci sono capitan Ambrosini, Montolivo e Muntari, mentre il tridente presenta una sola cresta, ovvero quella di El Shaarawy, con Pazzini centravanti e Boateng avanzato rispetto alle ultime partite. Senza Balotelli che non può essere impegato in Champions e con Niang in panchina, l'attacco rossonero ha un volto diverso rispetto alle ultime partite e bisogna sottolineare anche le tante assenze, perchè mancano giocatori come Nocerino, Flamini, Robinho e Bonera proprio nella serata più importante in cui sarebbe stato fondamentale il contributo di tutti.
La partita inizia con un copione scontato, ovvero il possesso palla del Barcellona e la sua fitta ragnatela di passaggi alla ricerca del varco giusto per sfondare e battere a rete; il varco, però non arriverà mai, perchè i giocatori rossoneri chiudono tutti gli spazi e il possesso palla degli spagnoli è monotono, ripetitivo e inefficace. Appena riconquistano il pallone, i rossoneri provano a schizzare in avanti come molle, ma senza mai sblianciarsi troppo, perchè sarebbe un errore madornale contro questi avversari. Alla fine del primo tempo la cronaca dice: tre occasioni per il Milan nessuna per il Barcellona e ciò fa impressione; prima El Shaarawy trova il varco giusto per puntare la porta avversaria, ma sbaglia l'ultimo controllo, si allunga troppo il pallone e consente a Valdes in uscita di sventare la minaccia in angolo; proprio dal corner arriva la seconda insidia, con Boateng che conclude al volo e sfiora il palo lontano; infine lo stesso Boateng prova a servire il Faraone con un traversone teso e basso, ma El Shaarawy arriva in ritardo di una frazione di secondo e non impatta il pallone in scivolata. Per il resto è possesso palla del Barcellona, ma un Milan corto, compatto e in cui tutti si sacrificano per la causa comune esalta i tifosi, che ammirano estasiati El Shaarawy recuperare palloni in posizione da terzino o Montolivo entrare in scivolata come un vero e proprio incontrista; inoltre Zapata e Mexes sono concentratissimi, limitano al minimo sindacale le distrazioni e gli errori per svagatezza e vengono costantemente aiutati dai raddoppi in marcatura dei compagni. Non c'è la marcatura a uomo su Messi invocata da Berlusconi, ma la gabbia preparata da Allegri funziona benissimo e il Pallone d'Oro non può rendersi pericoloso se è costantemente circondato da quattro o cinque uomini. Il Barcellona ostenta sicurezza, convinto che prima o poi il suo estenuante possesso palla porterà i frutti sperati, ma il tempo passa, Abbiati resta inoperoso e deve solo seguire con la sguardo qualche innocuo pallone che passa lontano dai pali o bloccare facilmente qualche conclusione debole e per nulla pericolosa. Si va al riposo sullo 0-0 e gli applausi del popolo rossonero certificano che il Milan sta giocando una grande partita, con umiltà e determinazione, perchè chiudere tutti gli spazi e ripartire è l'unico modo per sopravvivere al Barcellona, ma bisogna saperlo fare bene per non essere comunque trafitti e battuti.
Anche in avvio di ripresa il Barcellona continua a far girare palla, ma il Milan non molla, continua a mostrare una concentrazione feroce e riparte quando può, conquistando anche preziose punizioni, perchè i catalani cominciano ad innervosirsi e a perdere un po' di spavalderia, visto che faticano ad imporre il loro solito gioco. Il vantaggio del Milan arriva proprio sugli sviluppi di un calcio di punizione, che Constant batte corto a favore di Montolivo, che calcia dalla distanza trovando l'involontaria deviazione di Zapata, che diventa il miglior assist possibile per Boateng, che sfrutta la libertà lasciatagli dalla sorpresa difesa avversaria e scaglia in rete il pallone con un tiro violento che Valdes non può intercettare. Boato incredibile a San Siro, che diventa una bolgia con la gente impazzita di felicità che canta e saltella; ci si aspetta la reazione veemente del Barcellona che, invece, va in confusione, continua a balbettare calcio sterile e inconcludente e subisce il gioco del Milan, che prende coraggio e avanza con maggiore continuità. I rossoneri si difendono con ordine e ripartono appena possibile, lottando su ogni pallone, come dimostra la capocciata fra Pazzini e Puyol che lascia entrambi tramortiti a terra; poco dopo il Pazzo lascia il posto a Niang e ci sono generosi cori di incitamento per chi esce e per chi entra. Il francese si mostra subito pimpante ed entra da protagonista nell'azione del raddoppio, visto che innesca El Shaarawy al centro dell'area; il Faraone controlla, vede con la coda dell'occhio l'accorrente Muntari, non fa l'egoista, lo serve e Sulley scaglia in rete con un sinistro al volo che scatena il delirio a San Siro. I pizzicotti si sprecano, perchè sembra un sogno il fatto che a pochi minuti dalla fine il Milan possa essere in vantaggio 2-0 contro il Barcellona, invece è tutto vero e ora si può davvero sognare ciò che sembrava impossibile e irrealizzabile, ma bisogna resistere fino alla fine senza subire gol; i rossoneri non mollano di un millimetro, continuano a metterci passione, rabbia agonistica e determinazione, concedono solo qualche tiro dalla distanza, ma non permettono mai a Messi e soci di poter entrare indisturbati in area e, quindi, il Barcellona si arrende, nonostante ci provi fino alla fine. Non servono nemmeno cinque minuti di recupero per le speranze dei blaugrana e, così al triplice fischio finale si può finalmente far festa, con i giocatori che, tenendosi per mano, corrono sotto la curva a ricevere l'applauso e l'ovazione dei tifosi euforici e impazziti di felicità e ad applaudire a loro volta chi li ha sostenuti e incitati per novanta e più minuti.
Avevo detto alla vigilia che ci sarebbe voluta la magica simbiosi fra squadra e tifosi per fare l'impresa e tutto ciò si è realizzato e il Milan ha ottenuto un risultato importantissimo. Complimenti a tutti i giocatori, nessuno escluso, perchè solo giocando da squadra unita e compatta si possono ottenere successi del genere; complimenti ad Allegri che ha realizzato un autentico capolavoro, ma ora, dopo il pessimismo cosmico che aveva caratterizzato la vigilia, non cadiamo nell'eccesso opposto di sentirci già qualificati. Difficile credere che il Barcellona si arrenda senza nemmeno tentare la rimonta, quindi al Camp Nou ci sarà da soffrire, ma dopo questa esaltante vittoria il Milan sa che ormai è tornato fra le grandi d'Europa e ha onorato al meglio la sua storia come chiedeva la curva, scrivendo un'altra pagina esaltante, indimenticabile e strepitosa, ma perchè il capolavoro non rimanga incompiuto ci vuole ancora uno sforzo e bisogna ripetersi a Barcellona, lottando con la stessa determinazione vista a San Siro e completando l'impresa. Per il momento grazie ragazzi per questa enorme soddisfazione; il vecchio cuore rossonero batte ancora forte e siamo fieri e orgogliosi di questa squadra che in pochi mesi è passata dalle stalle alle stelle e ora combatte ad armi pari con gli extraterrestri e riesce addirittura ad annientarli.


