La crescita di Zapata: dall'esordio con espulsione alla marcatura su Messi
Riccardo Casali
Una crescita lenta ma costante. Dagli inizi da incubo e dagli errori di concentrazione costati qualche punto, alla conquista dei galloni da titolare, passando attraverso prestazioni importanti (si veda la partita contro il Barcellona). Stiamo parlando di Cristian Zapata, nuovo e unico titolare inamovibile dei centrali difensivi rossoneri. Giunto a Milano dal Villareal in prestito con diritto di riscatto, la partenza del colombiano non è stata per niente semplice (eufemismo): prime tre gare di campionato trascorse di fianco ad Allegri in attesa del debutto che è arrivato nella famosa domenica di Udine, uno dei picchi più bassi di questa stagione rossonera. Esordio non certo fortunato per Zapata: sconfitta con annessa espulsione. Diciamo la verità: l’avventura di Zapata al Milan sembrava essere destinata a finire prima ancora che cominciare.
Ma qui inizia il merito del giocatore e di Massimiliano Allegri. L’allenatore rossonero dopo l’episodio di Udine non accantona il ragazzo ma anzi gli affida una maglia da titolare nella sfida da dentro e fuori contro lo Zenit (vittoria del Milan per 3-2). Pur non essendo autore di una prestazione impeccabile, il 26enne colombiano trae nuova linfa dalla fiducia riposta su di lui dal tecnico rossonero e piano piano inizia la sua risalita nelle gerarchie difensive. Dopo un periodo in cui Allegri gli fa alternare 90’ in campo a partite intere trascorse in panchina, ecco che Zapata spicca il volo: dalla prima partita del girone di ritorno, contro la Sampdoria a Marassi (0-0), il colombiano colleziona otto presenze da titolare consecutive. Sette in campionato, quattro vittorie e tre pareggi lo score, e una in Champions League, vittoria per 2-0 contro i marziani capeggiati da Lionel Messi. Proprio in questo filotto di risultati e di prestazioni convincenti culminati con la gara perfetta giocata contro il Barcellona, Cristian Zapata ha dimostrato che, una volta diminuiti gli errori causati da un calo di concetrazione, rappresenta un titolare affidabile e sicuro su cui costruire la rincorsa al terzo posto e perché no, sognare un’impresa al Camp Nou.


