Il diavolo si veste d'azzurro ed il popolo rossonero gongola
Emiliano Cuppone
La splendida sfida fra Brasile ed Italia ci restituisce un Mario Balotelli sempre più sugli scudi, ma non solo, perché sono tutti gli interpreti rossoneri ad uscire a testa alta dalla sfida ai verdeoro, su tutti Stephan El Shaarawy.
Il Faraone, dopo il “caso” della scorsa settimana (che ribadiamo per l’ennesima volta essere solo mediatico) e quel gesto di stizza al momento della sostituzione, parte dalla panchina, entra nel secondo tempo e sconvolge gli equilibri di una sfida che sembrava incanalata nella direzione di Neymar e compagni. Il savonese non solo ha servito il pallone che ha accorciato le distanze a De Rossi, ma ci ha messo del suo in fase difensiva e nel far ripartire l’azione. Solita dose di corsa, intensità e qualità per El 14 (versione azzurra di El 92) che si rende protagonista anche con la Nazionale e sfrutta l’occasione per affinare l’intesa col SuperMario tricolore.
Alle loro spalle, naturalmente, si distingue il solito splendido Riccardo Montolivo, geometra estroso e fabbro elegante, il tutto per un’Italia che da tempo si affida ai tre alfieri del diavolo, mentre Mattia De Sciglio esordisce con il fare sicuro di chi quella maglia sembra averla indossata altre 100 volte, per di più contro il cliente più scomodo, quel Dani Alves che ha fatto impazzire decine di terzini in giro per il mondo.
Non chiamiamola “ItalMilan” perché c’è chi si potrebbe irritare (lasciamo questa vana gloria a chi poi “stranamente” se ne libera dopo il terzo gol incassato in una finale dell’Europeo), ma godiamo di un’ulteriore opportunità in cui i nostri ragazzi (Montolivo a parte, tra l’altro appena 28enne, gli altri forse sarebbe meglio chiamarli ragazzini) possono oleare i meccanismi oltre a servire la patria.
Domenica scorsa c’era chi avanzava ipotesi di crisi fra Balotelli ed El Shaarawy, con il primo sempre più sotto i riflettori (e come si fa a non puntarli su mister 7 reti in 6 apparizioni con il Milan e 6 gol in 17 partite con la Nazionale) ed il Faraone in ombra. Peccato che il savonese è il primo a gioire nel vedere il compagno di reparto così ispirato, capace quindi di attirare l’attenzione non solo dei media, ma anche, e soprattutto, dei difensori avversari, così da liberare spazi importanti per chi, come El Shaarawy, è bravissimo ad inserirsi partendo largo. Si frega le mani il Faraone, se la godono Allegri e Prandelli, si esalta il pubblico del diavolo, nella settimana di pausa del campionato non si fermano le note positive per il popolo rossonero che, tra l’altro, si gode anche la vena ritrovata da Bojan e Robinho contro il Sion.
Un Milan che può vantare un attacco stellare, aspettando di riavere a disposizione Pazzini, sperando che il riprenda con la stessa verve dell’ultimo periodo, potendo contare sulle qualità impressionanti di ‘Mbaye Niang, la classe e la grinta del Boateng applaudito al Palazzo delle Nazioni di Ginevra. Buone notizie a non finire sull’asse Svizzera-Italia, aspettiamo la sfida con Malta per trovare conferma ai segnali molto più che positivi emersi venerdì, per poi rituffarci in un campionato che ci mette di fronte ad una serie di sfide dal coefficiente di difficoltà a dir poco elevato.


