I colpi di scena di Flamini: dagli addii al nuovo corso rossonero
Matteo Calcagni
Ad inizio gennaio sembrava ad un passo da lasciare il Milan, con annesso ed ipotizzato scambio con Dzemaili del Napoli. Dopo quasi tre mesi la situazione si è capovolta, tanto che Flamini è diventato titolare e ha trovato una continuità inedita in maglia rossonera. Con 1167 minuti complessivi è il quinto centrocampista più schierato da Massimiliano Allegri, in coabitazione con l'infortunato Nigel de Jong: un buon risultato se pensiamo che, nei primi mesi della stagione, il francese di origini corse era stato utilizzato col contagocce. Nella recente intervista rilasciata a "Sky Sport", l'ex Gunner ha mostrato grande carica per il prosieguo del campionato, mostrando una palese voglia di Milan: "Per me è importante quello che fa il Milan, dobbiamo fare il massimo per vincere tutte le partite, guardare le altre non è positivo.
Dobbiamo andare in campo e dare tutto, se vinciamo tutte le partite siamo in Champions. Raggiungere la Juve in vetta? E' difficile, siamo troppo in ritardo, ma nel calcio tutto è possibile". E' noto ai più che, a fine stagione, scadrà il contratto annuale precentemente sottoscritto dal ventinovenne di Marsiglia: se in precedenza erano stati posti tanti dubbi sull'eventuale prolungamento, ad oggi la situazione pare essere mutata considerevolmente. Flamini ha la fiducia del mister, gioca con regolarità e non sembra affatto voler mollare il rossonero, dal quale era stato ad un passo dall'addio a giugno dello scorso anno. Molto dipenderà anche dall'esito di questa annata, ma le possibilità di rinnovo del transalpino sono decisamente in rialzo.


