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Occhio ai Mussi: una "Fatal... Chievo Verona" sarebbe indigesta

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Salvatore Trovato
per Milannews.it
giovedì 28 marzo 2013, 15:00Primo Piano
autore Salvatore Trovato
28.03.2013 15:00Primo Piano
Alberto Lingria/PhotoViews
Alberto Lingria/PhotoViews

C’era una volta la "fatal Verona"... Ok, altri tempi e, soprattutto, altro Verona, l’Hellas e non il Chievo. Il teatro, però, era lo stesso, quell’arena esplosiva chiamata Marcantonio Bentegodi. Quei Mastini scaligeri resero - ahinoi - un inferno e tristemente incancellabili alcune giornate rossonere (ma grigie), i Mussi Volanti clivensi, dal canto loro, in questi anni di A, non hanno certo scherzato. Una sfida mai facile per il Milan, che nella gestione Allegri ha sì conosciuto solo vittorie ma sofferte, tirate: 1-2 nell’anno dello Scudo, con Pato a risolvere un pomeriggio complicato, dopo il contestato gol del vantaggio di Robinho e il momentaneo pari di Fernandes (su cross di Constant); 0-1 nella scorsa stagione, griffato dal siluro di Muntari, nato dal nulla in mezzo a novanta minuti tutt’altro che irresistibili. Era un Milan ferito, spossato, che veniva dalla batosta rimediata in casa con la Fiorentina. Una squadra in confusione, che a Verona riuscì comunque a "sbarcare il lunario", cioè ad arrivare, arrancando, al novantesimo con i tre punti in tasca. Oggi, la realtà è ben diversa: El Shaarawy e soci filano a meraviglia, nonostante l’ennesima delusione Europea, Mario Balotelli, poi, che la Champions da milanista non l’ha ancora assaporata, ha una sola idea in testa e non intende venir meno ai suoi buoni propositi per il 2013. Insomma, Allegri ha dalla sua l’entusiasmo del gruppo, i favori del pronostico (per quanto possano contare) e - ne siamo certi - un Bentegodi più rossonero che gialloblu.

Ma occhio all’immancabile insidia, quella che... se non corri ai ripari rischia di fregarti. C’è ma non si vede o, meglio, passa sottotraccia, la soffrono in molti ma non sembra suscitare discussioni: si chiama fatica post nazionali, che tradotto significa voli intercontinentali e doppi impegni forse evitabili, soprattutto nel bel mezzo di una stagione giunta al rush finale. Mister Max ha rivisto solo oggi, in mattinata, i suoi al gran completo, avendo così giusto due giorni per valutare l’andazzo psico-fisico generale e preparare al meglio l’infida trasferta in terra veneta. Chissà se il buon toscano, tra una smentita circa il suo futuro e un sondaggino qua e là, starà pensando di mischiare un po’ le carte, pescando qualche dritta dalla manica. Robinho scalpita, Bojan è ormai stufo della panchina, in mezzo al campo un Nocerino bolle in pentola, dietro - buttiamola lì - ci sono un paio di nuovi acquisti che farebbero carte false pur di partire dall’inizio. Insomma, le scelte ci sono, alternative alla vittoria, invece, proprio no: dopo la sgroppata pre-pasquale, infatti, per i rossoneri sarà la volta del tour de force: nell’ordine, Fiorentina, Napoli e Juventus, un trittico che dirà molto sul destino del club più titolato al mondo, 270 minuti che, in verso o nell’altro, scaveranno un solco decisivo sul Milan che sarà o su quello - gonfio di rimpianti - che sarebbe potuto essere. Prima, però, come detto, c’è un match delicato e fondamentale, da non trasformare in un’indigesta fatal... Chievo Verona.

per Milannews.it

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