I duellanti
Matteo Calcagni
Partito col freno a mano tirato per una serie di infortuni, rilanciatosi alla grande tra novembre e dicembre, Robinho è recentemente ripiombato in un contesto non proprio brillante. In questo suo nuovo appannamento, più motivazionale che tecnico, hanno influito due aspetti specifici: la saudade e mancata cessione invernale al Santos, l'esplosione sorprendente di M'Baye Niang. Proprio il giovane parigino, utilizzato col contagocce da Allegri negli ultimi mesi del 2012, ha preso il posto che era di "proprietà" del brasiliano fino alla sfortunata trasferta dell'Olimpico. Il passaggio di consegne è arrivato a Genova, dopo che l'ex Caen aveva dimostrato il suo valore nel complicato ritorno di Coppa Italia contro la Juventus.
Da allora il verdeoro non ha più ritrovato i gradi di titolare, chiuso dal francese e occasionalmente da Boateng, quest'ultimo utilizzato dal mister toscano come ala destra. Il "duello" si rinnoverà anche domani a Verona, sebbene Robinho abbia molte più chances rispetto al passato: Boateng è indisponibile, mentre Niang è reduce da una forma influenzale. I dubbi di Allegri oscillano proprio tra il diciottenne transalpino e il ventinovenne verdeoro, i quali si giocheranno una maglia a completamento del tridente con Balotelli ed El Shaarawy. Potrebbe essere una delle ultime opportunità per il nativo di São Vicente, voglioso di tornare al Santos ma desideroso di offrire ancora un contributo alla causa milanista.


