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I retroscena sul bilancio 2012 del Milan. La nuova politica societaria e la strategia economica per il mercato estivo: i primi dettagli

autore
Pietro Mazzara
per Milannews.it
lunedì 1 aprile 2013, 00:00Editoriale
autore Pietro Mazzara
01.04.2013 00:00Editoriale
Studio Buzzi
Studio Buzzi

La settimana di Pasqua che si è appena conclusa è stata una tra quelle che non si vorrebbero mai vivere. La scomparsa di Claudio Lippi ha rattristato e sconvolto tutto l’ambiente Milan e ha giustamente oscurato alcuni punti di cronaca societaria che, in altri momenti, sarebbero stati affrontati e analizzati con maggior dovizia di particolari. Ma oggi, giornata di Pasquetta, proviamo a voltare pagina anche noi anche se girare questo nuovo foglio è molto dura. In tempi non sospetti, in particolar modo in estate, vi avevo raccontato da queste colonne dell’evoluzione del bilancio del Milan all’interno dell’esercizio relativo all’anno 2012. Le partenze dei senatori unitamente a quelle di Ibrahimovic, Thiago Silva e Cassano hanno consentito al club di abbattere di circa 40 milioni di euro il monte ingaggi nel solo secondo semestre dell’anno passato. Una cifra incredibile che, da sola, ha quasi ripianato l’intero passivo e i benefit, che nessuno vedeva a fine Agosto perché troppo impegnati a dare addosso a Galliani, si sono visti nella finestra di mercato di Gennaio. L’operazione Mario Balotelli è stata possibile per due fattori: la cessione di Pato che ha fatto incamerare al club ulteriori fondi oltre al residuo d’attivo che già si preventivava e, in seconda battuta, la disponibilità economica a livello di salary cap interno.

Come tutti i bilanci, bisogna fare una considerazione tra quello che è il bilancio prima del taglio dovuto alle tasse e a quello che ne esce dopo. Senza le tasse, il bilancio del Milan avrebbe un attivo importante mentre, con le tasse applicate, probabilmente il prossimo 22 Aprile ci sarà un lieve segno meno. Ma quando Adriano Galliani parla di fiscalità diversa nei vari paesi europei, fa riferimento proprio a questo fattore. Avere un utile spendibile, per un’azienda come il Milan, con l’attuale fiscalità italiana, è praticamente impossibile come dimostra lo studio pubblicato nel rapporto DOING BUSSINES PWC che indica come in Italia, l’impatto delle tasse sulle aziende, sia qualcosa che non si vede in nessun altro paese occidentale. Esempio calzante è quello dell’IRAP sulle plusvalenze.

Il Milan sta camminando, davvero, da solo sulla strada dell’autosufficienza e senza gravare sulle casse della controllante. Aumentando gli introiti, aumenta il fatturato e più soldi ci sono a disposizione, più c’è possibilità sul mercato stando sempre al contenimento dei costi dentro un determinato tetto. In questo ambito, la società sta lavorando alacremente anche sulla disponibilità economica per il mercato estivo. Ma come sta operando? Semplice ed evidente. Si continua sul progetto giovani che, a quanto pare, sta dando i suoi frutti in maniera importante. Acquisendo calciatori di prospettiva a basso costo, sia per il cartellino che per ingaggio, la disponibilità economica per colpi alla Balotelli ci sarà sempre e in estate saremo riempiti di nomi di prospetti interessanti con un occhio sempre alle occasioni o a colpi a sorpresa. Li, dove altri, per motivi vari, non possono arrivare.

per Milannews.it

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