Un pranzo che inizia a Firenze e prosegue fino a Torino. Il Milan cambia i ritmi per affrontare la formazione di Montella, che cerca un posto da Champions
Giulia Polloli
Buon appetito! Ah no… domenica l’appuntamento per le 12.30 non è il consueto conviviale tavolo imbandito, ma il lunch match che dà il via al periodo forse più importante per la stagione rossonera. Si comincia con la Fiorentina, vero antipasto di una trilogia di gare da brividi. Il “Franchi” aprirà le sue porte ai ragazzi di Allegri che dovranno dimostrare ancora una volta di aver chiaro in mente l’obiettivo stagionale: la Champions, possibilmente senza il fastidio dei preliminari. Per raggiungere quel secondo posto, che fino a poche settimane fa sembrava solo un miraggio, nel deserto che separava il Milan dalla vetta, i rossoneri hanno a disposizione anche lo scontro diretto con l’attuale proprietario del secondo gradino del podio. Dopo la Fiorentina infatti, a S.Siro, si consumerà la sfida con il Napoli che vorrebbe tornare grande soprattutto in Italia, ma che ovviamente non lascerà sfuggire l’obiettivo europeo più ambito.
La squadra di Allegri dunque, nei giorni scorsi, ha dato uno scossone all’abituale ritmo circadiano, inserendo nella preparazione del match che vale più dei tre punti in palio, un’amichevole proprio all’ora di pranzo. La Vergiatese è stata un ottimo sparring partner per gli uomini di Allegri che hanno trovato l’apertura delle marcature solo dopo la mezz’ora del primo tempo. Sulla panchina della formazione dell’Eccellenza lombarda siede Giancarlo Boldini, ex compagno di avventure proprio di mister Allegri in quel Livorno che entrambi hanno ancora nel cuore. Uno in porta e l’altro ad inventare fantasie poi rese pura poesia anche nelle dinamiche rossonere. Quasi una carrambata, si potrebbe pensare, che ha però dato la carica al Milan che ha trovato la via verso la porta, poi, ben quattordici volte. Se la scorpacciata all’ora di pranzo diventasse una bella abitudine, domani qualcuno potrebbe offrire un ottimo digestivo.
La formazione rossonera corre verso il traguardo ormai a pieno ritmo e a ranghi completi. Solo De Jong rimane alla finestra in attesa di poter tornare sui campi. Pazzini è tornato e insieme a Balotelli ed El Shaarawy potrebbe dar vita ad un tridente quanto mai appuntito. La compatibilità dei tre attaccanti viene messa in dubbio, ma Allegri, ancora una volta, potrebbe aver trovato l’asso nella manica per sbaragliare le difese avversarie. El Shaarawy è stato descritto come giocatore in fase calante, ma il Faraone non si riconosce in questo identikit troppo legato al numero di gol segnati, o almeno ora, mancanti. Lo zampino di Stephan è presente in ogni fase del gioco rossonero e il giovane talento egiziano dichiara amore al Milan, la squadra che dandogli fiducia, l’ha lanciato sul palcoscenico mondiale. Le sue parole, rilasciate nell’intervista su Gazzetta, lasciano trapelare una continua ed insistente voglia di mettersi al servizio dei compagni, di inserirsi in un meccanismo importante, più che in una graduatoria personale. Cavani scappa in vetta alla classifica marcatori? I vent’anni di El Shaarawy gli consentono di rimandare un traguardo così personale per dar spazio alle giocate illuminanti per la squadra. L’avvento di Balotelli nel momento più delicato della stagione ha sicuramente messo un po’ in ombra la cresta faraonica, ma al contempo ha consentito a Stephan di riprendere fiato per il rush finale. Ora il motore è caldo e la pista ricca di ostacoli attende una prestazione perfetta. Il Milan non dimentica di guardarsi alle spalle, ma di certo punta dritto al traguardo.
E il raggiungimento del secondo posto potrà essere il prologo ai movimenti di mercato rossoneri per la prossima stagione. Gli innesti principali dovranno essere in difesa e in mediana, dove tra l’altro Nocerino scalpita per una maglia. Molte le dinamiche da valutare in prospettiva futura, di certo la buona salute dei conti rossoneri e i soldi della Champions potranno dar vita scenari rosei in sede di mercato. Senza dimenticare che molto dipenderà, oltre che dal risultato, anche dalla persona che siederà sulla panchina rossonera. L’ipotesi Allegri è ovviamente la più sensata, perché il tecnico rossonero ha ottenuto risultati importanti quanto, come in questo caso, insperati. Un progetto di rinascita iniziato con mister Max dovrebbe essere con lui sviluppato, ma a volte capita che sia il più fortunato o il più lungimirante ad aggiudicarsi l’asta più importante.


