Mezzogiorno di fuoco
Davide Bin
E' arrivato il mese della verità per il Milan: dopo aver sfruttato in modo perfetto un calendario abbordabile, i rossoneri sono attesi in rapida sequenza dalle sfide contro Fiorentina, Napoli e Juventus, ovvero l'immediata inseguitrice e le due squadre che stanno davanti. Si comincia proprio dalla partita contro i viola, che sono sei punti più indietro e guidano il gruppetto di chi vuole strappare il terzo posto al Milan, quindi è praticamente superfluo sottolineare che bisogna uscire dal Franchi con un risultato positivo, per non rovinare quanto di buono è stato fatto in questi mesi con una rimonta straordinaria. Il Milan può giocare con la serenità di chi manterrà comunque inalterata la posizione in classifica qualunque cosa accada, ma ciò non deve tradursi in rilassatezza e mancanza di determinazione, ma deve, al contrario, spingere a cercare la vittoria per mettere ulteriormente al sicuro il terzo posto, "eliminare" una rivale pericolosa e proseguire l'assalto al secondo posto, mettendo pressione al Napoli che giocherà in serata. Prima o poi doveva capitare anche al Milan una partita nell'insolito orario delle 12:30; è la prima volta in questa stagione e coincide con una partita importante, quindi bisogna gestire al meglio la situazione, perchè è chiaro che giocare all'ora di pranzo crea qualche piccolo disagio e, infatti, durante la settimana la squadra si è "allenata" anche all'orario, anticipando il pranzo all'ora della colazione e giocando un'amichevole con inizio alle 12:30. Non bisogna lasciare nulla al caso e ci vuole la massima attenzione su ogni dettaglio di una partita in cui sono in palio punti importantissimi; oltretutto bisogna vendicare la sconfitta dell'andata, che fu l'apice della crisi rossonera, visto che la squadra stava sprofondando verso le zone basse della classifica e il destino di Allegri sembrava segnato con un esonero imminente. Un girone dopo la situazione è diversissima: da quel momento il Milan ha cominciato a svoltare, a giocare meglio, a lasciarsi alle spalle paure e depressioni e a conquistare risultati in serie: una sola sconfitta (a Roma contro i giallorossi), qualche pareggio e tante vittorie che hanno consentito di superare molte squadre in classifica, di raggiungere il terzo posto, di sognare anche il secondo e di avere qualche rimpianto, perchè senza quell'allucinante e terribile avvio di stagione, forse ora anche la Juventus sarebbe nel mirino dei rossoneri.
Tutto ciò è stato possibile grazie all'ottimo lavoro di Allegri e alla disponibilità dei giocatori, di una rosa rinnovata e ringiovanita che, dopo il quasi fisiologico periodo di assestamento, si è dimostrata competitiva ai massimi livelli; al momento della rivoluzione estiva, con la rinuncia ai top-players e ai senatori, era stato messo in preventivo che il Milan sarebbe stato meno competitivo per un po' di tempo, ma ha stupito la velocità con la quale il nuovo ciclo è diventato vincente, perchè dopo i primi due mesi il Milan ha ingranato una marcia inarrestabile e non si è più fermato; un passaggio doloroso verso un futuro roseo, potremmo definirlo, ma ora c'è da fare il salto di qualità definitivo e le prossime tre partite diranno la verità sulla qualità di questa squadra e daranno indicazioni più precise e decisive sul futuro, perchè si capirà se Allegri e i suoi ragazzi possono davvero conquistare un posto in Champions League, obiettivo che a ottobre sembrava lontanissimo e irrealizzabile. Il Milan vola perchè funziona in ogni reparto: non è più solo l'attacco a trascinare la squadra, perchè ora il centrocampo fa filtro e crea gioco grazie anche a giocatori in forma straordinaria come Montolivo e rende al meglio anche la difesa, che proprio un girone fa prese gol addirittura da rimessa laterale ed era un disastroso colabrodo, invece adesso ha movimenti e meccanismi sicuri, sfrutta anche il lavoro degli attaccanti che danno una mano in fase di copertura, commette pochi svarioni anche sulle famigerate palle alte che spiovono in area da calcio piazzato e che in passato creavano lo scompiglio e, proprio per questo, è imbattuta da quattro partite e ciò ha aumentato fiducia e autostima del reparto e di tutta la squadra. Ora anche per la difesa rossonera arriva un banco di prova importante, perchè un conto è affrontare l'attacco di una Lazio ridotta in dieci e di Genoa, Palermo e Chievo (le ultime quattro squadre contro cui ha giocato il Milan), un altro è fronteggiare gli attacchi di Fiorentina, Napoli e Juventus. Arriva il momento della verità, ma Allegri può contare su una squadra in salute, su una rosa praticamente al completo e su un gruppo che ha entusiasmo, fiducia e consapevolezza nei propri mezzi, oltre alla sfrontatezza giovanile del suo tridente con la cresta che sta facendo innamorare il popolo rossonero con i suoi gol e le giocate di classe. Questo Milan è cresciuto tantissimo, ha compiuto un'eccezionale rimonta e ora deve completare l'opera e, se possibile, migliorare ancora; non sarà facile, perchè il terzo posto è molto ambito e alle spalle scalpitano la stessa Fiorentina, l'Inter e la Lazio, ma l'ambizione spinge anche a guardare avanti, a quel secondo posto che è distante solo due punti con il confronto diretto in programma settimana prossima e sarebbe importante arrivarci almeno in questa posizione, cioè a distanza di sorpasso e per farlo bisogna vincere a Firenze, senza dover aspettare passi falsi altrui (comunque graditi se arriveranno). Per la Fiorentina si tratta forse dell'ultima occasione per rientrare in corsa per il terzo posto, visto che è uno scontro diretto e, in uno stadio tutto esaurito, ci sarà proprio l'atmosfera del duello da "mezzogiorno di fuoco"; un esame importante per la giovane truppa rossonera, guidata comunque da qualche senatore (Abbiati e Ambrosini) e da altri giocatori di esperienza e caratura internazionale; sarà una partita particolare soprattutto per Montolivo, reduce dalla splendida prestazione del Bentegodi, ma atteso dalla non certo calorosa accoglienza della sua ex tifoseria, che non ha gradito l'addio dello scorso anno e non saluterà certo con affetto l'ex capitano. Un esame importante anche per lui, un'occasione per farsi rimpiangere dopo essere stato contestato e fischiato quando ancora indossava la maglia viola, ma ciò che più conta è il risultato della squadra, perchè si tratta di una partita in cui non si può farsi sopraffare dalle emozioni e bisogna cercare il risultato a tutti i costi. Questo Milan ha i mezzi e le possibilità per fare risultato sul campo di una delle squadre che gioca meglio in questo campionato, perchè ora è davvero una squadra completa, compatta, con un attacco potenzialmente devastante, un centrocampo di qualità e una difesa efficace; tutto l'opposto dell'armata Brancaleone che all'andata prese una lezione di calcio da Montella e dai suoi giocatori e che sembrava allo sbando e sarebbe bello chiudere il cerchio e completare un "girone" ricco di soddisfazioni, tenendo sempre presente che, comunque, anche con una vittoria nulla sarebbe ancora conquistato. Inizia il mese decisivo per la stagione rossonera e bisogna farsi trovare pronti e pimpanti: forza vecchio cuore rossonero, ora più che mai!


