Pizarro: tutti sullo stesso piano. Honda: si lavora su due canali. Ischia: le squadre a strisce contro il Napoli
Mauro Suma
La settimana che si chiude fra oggi e domani era iniziata col botto. David Pizarro, persona da sempre serena e ottimo giocatore di calcio, uno di quelli che a pallone ci sanno giocare davvero, è tornato a più riprese sul finale della scorsa stagione, soccorso amorevolmente dalle impaginazioni grafiche con foto che immortalavano un braccio di De Rossi in Fiorentina-Roma. Tra cose strane e scherzetti, il regista cileno è andato giù pesante, con evidente riferimento al Milan, sull'esito finale dell'ultimo Campionato di A con il Milan terzo e la Fiorentina quarta. Il Corriere della Sera non gliele ha mandate a dire: se sa, parli. Non c'è stato un seguito, con la società viola che è stata saggiamente e prudentemente lontana dalle tesi del proprio tesserato. Ovvio ed evidente che in casa viola le dichiarazioni di Pizarro trovino sponde e conferme, ma ciò che conta nel calcio non è ciò che legittimamente ognuno pensa in cuor suo ma quel che si dice in sede ufficiale. E ufficialmente la Fiorentina non è intervenuta, non ha alimentato. Bene. Ma il problema in vista della prossima stagione permane. L'appello di Pizarro verrà o meno raccolto? Essere più potenti per non essere danneggiati, concetto di cui si occupò peraltro la Corte Federale nel 2006: è forte il punto toccato in quelle dichiarazioni. Chiaro e trasparente che lo spirito di Pizarro fosse lontanissimo dai veleni di Calciopoli, ma la materia di riflessione non manca. Il primo assaggio, il seguitissimo Trofeo Tim, è stato incoraggiante in questo senso. L'arbitro Gervasoni è stato sereno: quando si è trattato di dare rigore al Milan contro la Juve lo ha fatto senza retropensieri, quando si è trattato di espellere Cristante contro il Sassuolo, ha usato la stessa mano. Rigori ed espulsioni, già, il filo sottile dell'ultima parte della scorsa stagione chiamato in causa da Pizarro. Fermo restando che a Firenze la penseranno diversamente, Fiorentina-Milan del 7 Aprile è andata così: Milan in gol, annullato; Milan in vantaggio con Montolivo che strappa palla proprio a Pizarro; Jovetic che recuperato all'ultimo non riesce a incidere e Viola senza occasioni nel primo tempo; Milan che in vantaggio vede El Shaarawy fermato da Tomovic mentre è lanciato a rete; espulsione discutibile che cambia la partita e che genera 2 rigori a favore della Fiorentina (il primo generoso) e 2 rigori negati al Milan (il secondo netto con un mani di Roncaglia uguale in tutto e per tutto a quello di De Rossi). Dopo quella partita ,costata a Balotelli 2 giornate di squalifica, il Milan ha finito in 10 contro il Napoli per l'espulsione di Flamini, in 10 contro la Roma per l'espulsione di Muntari e in 10 a Siena per l'espulsione di Ambrosini (seguita da quella di Terlizzi), nella quale Siena sull'1-0 per i toscani (grande partita da parte loro) El Shaarawy venne fermato davanti al portiere per un fuorigioco inesistente. Insomma, non solo rigori al Milan e non solo decisioni pro-Milan. La prossima stagione si riparte tutti da zero, su questo non si può non essere d'accordo. La Fiorentina, e lo sarà, deve porsi l'obiettivo di essere potente sul campo. Fuori dal campo, tutti sono e devono essere sullo stesso livello.
Keisuke Honda, l'Hamsik del Sol Levante. E' veloce, frizzantino al punto giusto. Ottima tecnica, è stato il migliore in campo nell'ultimo Giappone-Italia di Confederations Cup. E' un'obiettivo di campo, di sostanza. Non di marketing. Vale la pena lavorarci anche più a lungo di quel che si era preventivato. Leggo che l'attuale fase della trattativa verte sulla sensibilizzazione del CSKA Mosca da parte dello stesso Keisuke. Vero. Ma milanisti veri stanno lavorando anche per consentire al Milan di potenziare per quel che è possibile l'offerta al grande club russo. E' un ottimismo di lavoro quello di casa rossonera. Gli sponsor che possono aiutare non nascono dal nulla, ma da lavoro di chi ama il Milan da sempre. Lo stesso spirito che, ad esempio, ha sempre avuto Milan Channel che, mi permetto di ricordare, è nato il 16 Dicembre 1999, giorno del Centenario del Milan, con lo scopo di essere il Canale ufficiale del Club su tre fronti: supportare la squadra e la Società, rinfrescare con emozioni continue la storia rossonera e la gioia di essere milanisti, avvicinare il più possibile il pensiero dei tifosi rossoneri alla squadra e alla Società stesse. Tutto dichiarato e tutto fatto, da 14 anni a questa parte. Fronte Massimo Ambrosini, compreso. Con il Capitano degli ultimi anni c'è stato nei giorni scorsi un chiarimento privato. Si è sentito toccato dal paragone con Lucio e me ne sono scusato. Il riferimento era sdrammatizzante, sul tono che a volte hanno le dichiarazioni dei giocatori nuovi arrivati nelle rispettive squadre, ma Lucio rispetto ad Ambro è stato una meteora in casa nerazzurra che si è occupata di grandi questioni probabilmente più grandi di lui, mentre Massimo, bandiera e non meteora, ha detto cose sulla qualità della Fiorentina che avrebbe detto anche se fosse rimasto al Milan. In questo senso molte dichiarazioni degli ultimi anni di Ambro testimoniano la sua onestà intellettuale. C'era comunque amarezza in quelle frasi, ma questo è umano e comprensibile. La stessa amarezza che hanno provato Rino Gattuso e Pippo Inzaghi e su cui poi sono tornati. Come ci tornerà nel medio-lungo periodo, anche Ambro. L'amarezza è un sentimento vivo e trasparente. Molto più umana, molto migliore di chi non la prova, non la esterna e trasforma tutto in trame sotterranee. Trame silenziose, oblique. Inutili. Le trame di chi contamina con la furbizia la propria intelligenza.
E' estate, c'è il sole, fa caldo, viva la vita. Mi trovo a Ischia dove assisto ad un fenomeno godibilissimo per chi ama il calcio e le dinamiche psicologiche dei tifosi. Qui, nell'isola verde, i tifosi milanisti, juventini e interisti sono "alleati". Sì proprio così, incredibile dictu. Alleati fra loro perchè "spaventati" dal Napoli: speriamo non prendano anche Verratti, se no chi vive più... Il tifoso partenopeo è delizioso quanto esuberante, rumoroso, pieno della propria squadra. E la campagna acquisti mostruosa che sta facendo il presidente De Laurentiis, sta gonfiando in maniera poderosa il petto dei tifosi azzurri. Ma a Ischia, che come tutte le isole, penso a Malta ad esempio dove il calcio italiano è seguitissimo, c'è una spaventosa fame di calcio, non ci sono solo i tifosi del Napoli. Ci sono anche quelli delle grandi storiche del calcio italiano, ci sono Club organizzati di Milan. Juventus e Inter. Lo scorso 18 Luglio si è tenuto, al Parco Termale Castiglione, tra Casamicciola e Ischia, il Raduno dei Milan Club della Campania. Per farla breve, i tifosi delle tre squadre a strisce hanno paura di quelo che potrebbe succedere loro, si parla di sfottò e nulla più ovviamente, se il Napoli dovesse vincere lo Scudetto. A proposito di Napoli, nessuno sa se Callejon e Higuain potranno davvero far meglio di Lavezzi e Cavani, ma quando le cessioni generano acquisti scocca la scintilla della novità e tutto si elettrizza. Ma anche tenersi i propri Balotelli ed El Shaarawy, lo scrivo perchè dopo tanti anni penso di conoscere al volo le obiezioni dei tifosi del Milan, può rendere ugualmente forte una squadra e vederla, come sempre è accaduto, negli ultimi cinque anni, nei primi posti del Campionato. Intanto il tramonto ischitano rende vivida la visione della terra ferma e di quella Napoli che è pronta ad impazzire per il Pipita (Din don...) e che minaccia di perseguitare i milanisti, juventini e interisti dell'isola. Viva il calcio.


