Il morso del piccolo Boa. Il sogno può ricominciare
Pietro Mazzara
E’ tornato? Forse si. Kingsley Boateng è uno di quei giocatori che ha passato le pene dell’inferno e si è sempre rialzato. Due anni fa, in questo periodo, il suo nome incominciava a circolare sulla bocca di molti che lo avevano visto all’opera solo nella finale scudetto degli Allievi Nazionali decisa da un suo gol contro l’Empoli. Poi i primi allenamenti con la Primavera e quelle doti superiori alla media che convincono mister Allegri a convocarlo per l’Ibra day a Malmoe. Il giovane Kingsley, italiano al 100%, rispose presente in quella grande occasione segnando di testa il gol del 2-2 che lo fece conoscere definitivamente a tutti.
L’onda di quella prestazione si estese poi al trofeo Berlusconi e all’amichevole con il Como per poi fermarsi bruscamente a causa di una serie di infortuni, il più grave quello ai legamenti del ginocchio, che lo costrinsero a entrare nella corsia dei box per iniziare il suo personalissimo calvario proseguito anche nella passata stagione e terminato solo in prossimità delle final eight scudetto. Adesso, che i problemi fisici sembrano un lontano e brutto ricordo, il piccolo Boa è tornato a disposizione di Allegri e proprio come due anni fa, è lui a segnare il gol decisivo in un’amichevole importante. La sua vittima, questa volta, è stato il San Paolo e gli applausi del mondo milanista sono tutti per lui per quello che ha saputo far vedere in campo. Fuori dal rettangolo verde è un ragazzo solare e disponibile che sa che quello che ha passato lo ha fortificato e fatto maturare prima degli altri. Dopo Petagna occhio anche a King, la freccia nera che sogna il Milan e la Nazionale italiana.


