Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Balotelli a Sports Illustrated: "Ho sempre sognato di giocare nel Milan. Allegri è uno di noi, capisce il gruppo. Mourinho, Mancini e la nomination del TIME..."

autore
Pietro Mazzara
per Milannews.it
venerdì 23 agosto 2013, 08:00Primo Piano
autore Pietro Mazzara
23.08.2013 08:00Primo Piano
Alberto Lingria/PhotoViews
Alberto Lingria/PhotoViews

L’edizione online di Sports Illustrated ha pubblicato nuove dichiarazioni rilasciate da Mario Balotelli al noto magazine americano. L’attaccante del Milan, come nella prima parte, ha parlato a 360° di se stesso, sia come persona che come calciatore.

Mario, se non fossi diventato un giocatore professionista cosa avresti fatto nella vita?
“Probabilmente avrei studiato. E probabilmente non avrei smesso con il muay thai. So che è pericoloso lottare con calci e gomitate ma probabilmente avrei sfondato in questa disciplina che mi piace moltissimo. Mi piace l’UFC, lo sapete”.

Mario prosegue parlando del suo approccio con la lingua inglese: “La prima volta che ho parlato in inglese i media, tutti erano contenti e si chiedevano come potessi parlare fin da subito l’inglese. L’ho studiato e poi ho giocato a Manchester, dove non avevo amici italiani, solo amici inglesi e sentendo parlare solo in inglese l’ho imparato in fretta. Con i miei insegnanti di inglese a Manchester non ho avuto molta pazienza, è questo il motivo per cui la mia grammatica, a volte, non è perfetta”.

Che cosa pensi dell’America?
“L’America è davvero un bel paese. L’ho visitata da sud a nord e mi è piaciuta. Gli americani sono davvero delle belle persone. Ma c’è davvero troppa aria condizionata”.

Che cosa ti è piaciuto della cultura pop dell’America del Nord?
“R&B e il pop. Drake è un mio amico, ci siamo incontrati 4-5 volte. Mi è piaciuto anche Kobe Bryant. Siamo in contatto e aggiungo che mi piacerebbe incontrare due grandi attori come Will Smith e Denzel Washington”.

Che cosa cambia tra vivere a Milano e vivere a Manchester?
“Adesso sono a casa. Vivo a 60 kilometri da Brescia. Di solito sto con la mia famiglia, mi rilasso. I miei amici possono venire a trovarmi. Non è come a Manchester. Li non ero nella mia città. Non potevo dire ai miei amici italiani di venire a Manchester perché lavorano. Solo il fatto di essere a casa mi rende felice. Quando giocavo nel City ho sentito la mancanza della mia famiglia e dei miei amici anche se devo dire che il club, l’ambiente e i fans sono stati fantastici. Mi dispiace dirlo, ma la città non è molto carina. Stavo tutto il giorno a casa e la cosa non mi piaceva. Poi pioveva molto e questo mi turbava un po’”.

Cosa ci può dire del legame con il Ghana, il paese dove sono nati i suoi genitori naturali?
“Dentro di me sento di essere ghanese. Sono fiero di essere africano ma sono anche fiero di essere italiano. Sono nato in Italia. Non sono mai stato in Africa ma un giorno ci andrò”.

Quali erano le squadre che seguiva da bambino?
“Ho sempre voluto giocare per il Milan o per il Real Madrid. Il Real, quando ero agli inizi della mia carriera, era la squadra dove andavano a giocare tutti i top players e pensavo che il Real fosse il meglio del meglio. Ma in quel periodo anche il Milan aveva tanti grandi giocatori in squadra. Ho sempre considerato Milan e Real sullo stesso piano e ho anche sempre detto che mi sarebbe piaciuto giocare con la maglia del Milan”.

Che cosa pensa della nomination del TIME che l’ha inserita nelle 100 persone più influenti del mondo?
“E’ stato bello. So che in America ci sono molti amanti del calcio e persone che non sanno nulla del calcio. Ecco, questa nomination è stato un modo per farmi conoscere anche dalla seconda categoria di persone. Ripeto, è stato molto bello”.

Lei sorride molto fuori dal campo e poco fuori…
“Quando ero a Manchester, come detto, ero un po’ triste. Ma di solito sono una persona che ride e scherza. Sono una persona felice”.

Cosa ci può dire di José Mourinho come allenatore?
“Come allenatore mi sono piaciuti molto i suoi metodi di allenamento. E anche come motivava la squadra. Penso davvero che sia il numero uno in circolazione. Come persona ho avuto alcune incomprensioni con lui ma adesso è tutto OK. Ci siamo incrociati dopo l’amichevole con il suo Chelsea, ci siamo salutati e abbiamo parlato un po’. E’ stato bello”.

E di Roberto Mancini cosa ci dice?
“Mancini è un grande allenatore e una bellissima persona e un uomo fantastico. Quando parlo di lui posso solo ringraziarlo per tutto quello che ha fatto per me”.

Com’è Mister Massimiliano Allegri?
“Beh, è bravo. E’ un allenatore giovane, ci capisce. Quando vogliamo divertirci, lui è il primo che vuole divertirsi ma quando dobbiamo essere seri, lui vuole che tutta la squadra sia seria”.

Le piacerebbe conoscere LeBron James detto King?
“Per me il vero King è Kobe Bryant. LeBron mi piace, penso che sia un grandissimo giocatore di basket e un grande uomo di sport. Ma per me Kobe è di un altro livello, Quando ci siamo visti in Brasile, gli ho detto di rimettersi il più presto possibile dal suo infortunio”.

per Milannews.it

Altre notizie