El Shaa rigenerato per una coppia incredibile: l'intesa con Balo come canovaccio
Matteo Calcagni
Dall'arrivo in rossonero di Balotelli, settimana dopo settimana, si è a lungo dibattuto sulla presunta incompatibilità con El Shaarawy. In molti, nello specifico, imputavano il digiuno di Stephan proprio a SuperMario, come se quest'ultimo catalizzasse palloni ed occasioni interamente su di sé. La realtà era, ed è, molto diversa: il calo realizzativo dell'attaccante savonese, più che dalla presenza dell'ex Manchester City, è stato propiziato da una flessione fisica, atletica e in parte mentale. El Shaarawy ha tirato la carretta per mesi, raddoppiando in difesa e concludendo in attacco, tenendo vive le speranze europee rossonere nel periodo più buio: un grande dispendio di energie per un ventenne, arrivato evidentemente spompato tra marzo e maggio.
Questa sensazione ha trovato la sua riprova nel precampionato e nella prima gara ufficiale, ad Eindhoven contro il PSV. Ricaricate le batterie, rinnovata la fiducia del Milan, El Shaarawy è tornato El Shaarawy, segnando e macinando chilometri con grande sacrificio. Tra le altre cose, abbiamo visto un Balotelli decisamente propenso all'assist, costantemente alla ricerca del compagno di reparto col 92: un meccanismo non casuale che potrebbe essere il vero canovaccio di questa stagione.


