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Balo, Verona, Tosi: ridiamoci sopra. Oh! razzismo, bravo Conte. Matri resta alla Juventus. Napoli, aria nuova per Benitez...

autore
Mauro Suma
per Milannews.it
sabato 24 agosto 2013, 00:00Editoriale
autore Mauro Suma
24.08.2013 00:00Editoriale

Prima che si scateni la guerra mediatica mondiale, prima che divampi il tempestone in un bicchier d'acqua, mettiamo le cose a posto. Sapete perchè Mario Balotelli ieri ha twittato? Per fare un favore proprio a Verona. Se a qualcuno fosse venuto in mente che Verona potesse essere l'epicentro di uno dei piu' clamorosi episodi di razzismo degli ultimi anni in occasione di Verona-Milan, Balo è andato in suo soccorso. Voleva segnalare il suo orgoglio bresciano e la rivalità puramente sportiva fra Verona e Brescia. E' vero che è materia infiammabile anche quella, ma è sport, è costume, è sfottò. Non è certo la bomba a orologeria razzista che rende il nostro Paese in questo momento fra i sorvegliati speciali della comunità internazionale, sul piano calcistico e non. Una volta capito questo punto nodale, facciamoci una risata sul resto. La rivalità fra veronesi e bresciani, e il sindaco Tosi lo sa bene perchè è o è stato un frequentatore della curva dell'Hellas, non l'ha inventata o resa antipatica Mario Balotelli. C'è sempre stata. Come quella fra Bergamo e Brescia e quella fra Bergamo e Verona. E' un modo come un altro per respirare aria di casa, a volte un po' acre, ma pur sempre di casa. A proposito del sindaco Tosi, per un attimo ho sperato che gli rispondesse il sindaco Pisapia. In fondo Balo gioca per una delle due squadre di Milano. A sindaco dovrebbe rispondere sindaco. Ma il primo cittadino di Milano evidentemente vola più alto rispetto a questi temi di cortile. Poi è interista. Poi Balo gioca nel Milan di Silvio Berlusconi. Figurati. Quello che è inaccettabile, invece, è il trattamento a latere, ovvero che se un sindaco come Tosi accusa Mario di essere antipatico la colpa è di Mario. Se Mario twitta all'insegna della rivalità sportiva, la colpa è di Mario. Contro Mario si può dire e fare qualsiasi cosa, perchè è lui che anche stando fermo e zitto provoca. Insomma tutti questi pistolotti moralistici di radio e simili contro Balotelli sono francamente stucchevoli. Anche se in passato la curva veronese è stata al centro di episodi poco edificanti (i cori contro l'inno di Mameli del 1989 con la Nazionale che manca dal Bentegodi proprio da quell'Italia-Uruguay di 24 anni fa, le recenti vicende con i cori su Morosini e veri o presunti su Imbriani), è sempre e solo colpa di Mario. Certe travi passano, le pagliuzze di Mario no. Eh no. Verona è una città fantastica, che dovrebbe stare serena e godere al solo pronunciare il nome Milan per via dei dolori che ha inflitto storicamente alla squadra rossonera. E allora ragazzi...basta, troviamo la forza di non uscire dai confini della rivalità sportiva e regaliamoci una partita di calcio normale. E' la prima partita del nuovo campionato di calcio italiano, Santo Cielo.
 
Ho apprezzato moltissimo la carica e la foga con cui Antonio Conte, alla vigilia di Sampdoria-Juventus, ha preso di petto il tema del becerume negli stadi con i buuu agli atleti di colore. Ci ha messo del suo l'allenatore della Juventus. Mentre parlava era ferito dal trattamento subìto dai suoi ragazzi. è andato al di là di un normale commento. Ci ha messo la faccia e ha tirato la giacca agli usi e costumi del calcio italiano. La sola idea che il nostro Paese faccia finta di niente e non prenda provvedimenti seri, lo ferisce sul serio. Non è stato a guardare, Conte, che si parlasse di Balotelli, di Pogba o di giocatori di altre maglie. E' andato giù duro a 360 gradi. Ha detto le stesse cose che pensa Allegri, ma è andato diverse ottave sopra nella presa di posizione mediatica. Ha pressato l'argomento. E a giudicare dal toni, possiamo stare certi che ci tornerà sopra.

Capisco perfettamente di andare controcorrente e di essere poco funzionale alla spettacolarizzazione del mercato, ma la giornata di ieri ha chiarito definitivamente che Alessandro Matri resta alla Juventus. Le twittate con cui il presidente De Laurentiis ha chiarito che, nonostante i contatti Juve-Napoli, è stato lui a voler andare su Duvan Zapata per via dell'età inferiore a quella del campione lodigiano, non si prestano a fraintendimenti. E cioè, non è che Matri non va al Napoli perchè aspetta il Milan o chi per esso. Non va al Napoli, perchè resta alla Juventus. Del resto Alessandro è un giocatore forte, affidabile, completo, educato, sempre pronto. I suoi gol li fa sempre, sia che giochi tanto, sia che giochi meno. La Juventus non ha voglia di cederlo e lui con il Napoli non ci ha mai parlato. Lo ha detto proprio nei giorni scorsi ai suoi compagni di squadra: "E' surreale, tutti mi danno al Napoli, ma non ho mai parlato con il Napoli e nessuno mi ha mai parlato del Napoli". E' vero che la Juventus deve cedere qualcuno, ma farà di tutto per non cedere lui. E poi Matri non si sposta da un momento all'atro, per usi e costumi suoi e del suo procuratore. Per carattere, è uomo di sostanza. E non fa passi avventati a pochi giorni dalla fine del mercato. Almeno questa è la sensazione.

per Milannews.it

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